Una delegazione della Rete dei Patrioti si è recata a Parigi per un fine settimana denso di appuntamenti, in occasione dell’anniversario del sacrificio del giovane martire europeo Sébastien Deyzieu, per le commemorazioni organizzate dal Comité du 9-Mai (C9M).

Nonostante la repressione orwelliana che ha colpito la manifestazione prevista per il sabato pomeriggio, abbiamo partecipato a diversi momenti di mobilitazione insieme ai militanti di numerosi movimenti nazionalisti europei. Tra i passaggi più significativi, spiccano la partecipazione al forum “No War for Israel”, organizzato da Jeune Nation, e l’omaggio a Santa Giovanna d’Arco in Place des Pyramides.
Pubblichiamo qui di seguito il testo integrale dell’intervento letto dal nostro militante durante i lavori del forum.
“Cari camerati, in primo luogo devo dire che è un onore di essere qui insieme a voi, in compagnia di altri camerati europei.
E’ importante per noi, che abbiamo, secondo le tradizioni proprie delle nostre differenti nazioni, una visione comune di ciò che è la vera civilizzazione europea, cercare di sviluppare un fronte comune per l’Europa.
L’Europa oggi vive forse uno dei momenti più bui della sua storia.
Privata delle sue radici, senza fede, incapace di dirsi cristiana, governata da delle élite globaliste che non sognano altro che farla sparire definitivamente, affogando i popoli europei in un diluvio migratorio, cercando di liquidare le sovranità delle nazioni europee a favore di un’istituzione come l’Unione Europea, vera e propria prigione delle nazioni europee.
Le nostre élite europee, mentre fomentano la guerra alle nostre frontiere con una potenza come la Russia, per separarci della enormi risorse – materiali e spirituali – della Russia, che è al contrario l’espressione dell’altro polmone indispensabile per l’identità europea, ovvero quello l’Europa Orientale, slava e ortodossa, erede di Costantinopoli, sorella gemella dell’Europa Occidentale, romano-germanica, erede di Roma; queste élite, mentre sanzionano la Russia fomentando una guerra fratricida, non hanno invece praticamente niente da dire verso le azioni criminali di Israele.
Di Israele e ovviamente anche degli Stati Uniti.
In effetti, malgrado l’enorme ostilità che mostrano verso la personalità di Donald Trump, alla fine, alla prova dei fatti, come si comportano le dirigenze dell’UE e delle capitali europee verso gli USA?
Firmano degli accordi per investire centinaia di miliardi di euro di capitali europei negli Stati Uniti, promettono di acquistare beni americani, principalmente armi e beni energetici, sempre per centinaia di miliardi.
Alcuni, forse anche negli stessi ambienti più prossimi alla nostra area politica, suppongono che la risposta all’abbandono dell’Europa da parte dell’America dovrebbe essere l’insistere sul processo di federalizzazione dell’Europa, ossia rinforzare le istituzioni dell’Unione Europea.
Questo, tuttavia, sarebbe un errore mortale, poiché, se in effetti, in un senso ideale, l’idea d’Impero non ci è estranea, l’idea di Roma, poi quella di Carlo Magno, oggi niente di simile esiste in Europa.
L’Unione Europea non è infatti una forma d’unità verso l’altro delle nazioni europee, cioè una forma che, essendo trascendente, possa unire le parti senza negarle.
L’Unione Europea è al contrario fondata su dei principi di pura dissoluzione, il suo principio di unità non è l’elevazione ma la disgregazione, intende unire le nazioni e i popoli europei non per tramite di un credo comune ma semplicemente facendone un amalgama indistinta; il suo principio di unione è il meticciato, il progredire del disegno mondialista di soppressione delle identità.
In tutto ciò, per le nostre élite dei nostri politici, non c’è una vera visione del mondo e di conseguenza, la capacità di assumere delle vere decisioni politiche.
Se Trump annuncia dei ritiri parziali di truppe americane dall’Europa, invece che esultare, cogliendo l’opportunità per poter riprendere in mani europee i destini delle nostre nazioni, piangono e supplicano di non essere abbandonati come dei piccoli orfanelli.
Se Trump con Israele, aggredisce in maniera ingiustificata l’Iran e il Libano, facendo ricadere l’Europa nell’ennesima crisi economica, al massimo fanno qualche annuncio critico ma niente di più.
Se in Israele, in maniera sempre più evidente, si sviluppa un sinistro millenarismo sionista, che vorrebbe costituire il “Grande Israele”, replica blasfema del grande regno d’Israele di Davide e Salomone, dichiarando di voler annettere allo stato d’Israele la Cisgiordania, ovvero le province di Giudea e Samaria come le chiamano loro, o anche se si comincia ad evocare l’ipotesi, sempre blasfema, di ricostruire a Gerusalemme un “Terzo Tempio”, non si ha più che parole o qualche dichiarazione di vaga condanna; nulla, certo, di comparabile all’impegno che l’Europa getta nella guerra contro la Russia.
La critica d’Israele, purtroppo, sembra essere l’appannaggio della sinistra (che esprime sempre una critica priva di una profonda visione spirituale limitandosi su basi sociologiche e pseudo-umanitarie), cosa che porta molti elettori teoricamente o vagamente di destra, che non hanno una vera coscienza e formazione politica, verso dei partiti della “destra istituzionale”, che si rivelano più interessati a difendere gli interessi di Israele che quelli delle nazioni europee.
In Italia, vediamo perfettamente tutto ciò incarnato in tutti gli atteggiamenti del governo Meloni.
Un governo di sedicenti “patrioti” e “sovranisti”, eletto con la promessa di difendere gli interessi sovrani italiani e di attuare un blocco navale nel Mediterraneo per fermare i flussi migratori, e che si è trovato al contrario ad accogliere più immigrati di quanto fatto dai governi di sinistra, che è diventato uno dei principali sostegni in Europa d’Ursula von der Leyen e che ha abbandonato all’epoca Biden la tradizionale politica italiana di amicizia con la Russia per in seguito trovarsi orfana, abbandonata da Trump, e che poi eppure frena sull’ipotesi di sanzionare Israele.
D’altra parte, l’esperienza del mondo politico al quale si richiama Giorgia Meloni non poteva finire diversamente, esprimendo il mondo di una destra, quella che un tempo era figlia del Movimento Sociale Italiano, eternamente escluso dal potere, che, affamato di entrare nelle stanze del potere, ha infine fatto qualsiasi compromesso, qualsiasi atto di “sdoganamento” per esservi accettato.
Da elemento alternativo al sistema, questa destra ha perso la sua identità ed è divenuta una parte integrante del sistema stesso.
Un filosofo diceva: “a forza di combattere i mostri, si diventa mostri” così è successo per loro.
Noi della Rete dei Patrioti, con dei mezzi enormemente inferiori, rappresentando una rete di comunità militanti autonome, federate nella lotta comune, intendiamo mantenere viva una vita militante e una coscienza politica differente.
Una coscienza non conforme, che non si piega alle parole d’ordine del nemico, che conserva come un seme per l’avvenire la fiamma della nostra tradizione spirituale, politica, identitaria.
Noi speriamo di poter contribuire a costituire delle alternative politiche rispetto alla situazione attuale, radicalizzare il discorso politico, lanciare nuove parole d’ordine: oggi, in primo luogo, quella della Remigrazione, concetto che potrebbe diventare la chiave di volta per la riscoperta, in tutta l’Europa, di una coscienza identitaria dei popoli.
Dopo aver detto questo, vorrei sottolineare come sia importante per noi di ritrovarci qui a Parigi, lo stesso giorno in cui marceremo (o meglio: in cui avremmo dovuto marciare) per ricordare la morte di Sébastien Deyzieu, questo giovane uomo francese, europeo, morto per delle azioni legate al suo, al nostro, credo politico.
Nell’antichità si diceva che “il sangue dei martiri è semenza di cristiani”.
Così anche noi, nel duro compito di mantenere viva la fiamma della vera tradizione europea, dobbiamo sempre ricordarci dei nostri morti, ammirandoli come stelle nella notte, fissate nel cielo per indicarci la via.
Sappiamo d’altra parte che, nel disegno della Provvidenza, nessun sacrificio è vano e niente sarà perduto.”






































































