Ci mancherebbe altro: la famiglia Carella ha deciso di dismettere l’attività di famiglia che ha condotto per decenni e non avrebbe potuto che venderla a chi avrebbe fatto ai proprietari la migliore offerta. Per dirla in latino – nuova passione di Daniele -: nulla quaestio.
Ciò premesso, però, fa male, almeno a una certa Bologna, vedere i nuovi gestori mettersi in mostra con una foto di gruppo, in cui spicca – rigorosamente all’estrema sinistra di chi guarda l’immagine – Detion Begaj – affettuosamente soprannominato “quel bagaglio di Detion” -, unito a un gruppo di persone, le quali, per vestiario e atteggiamento, lasciano chiaramente intendere per quale genere di persone è diventata nuovo punto di riferimento quell’esercizio.
La Sinistra, in altre parole, ha piantato l’ennesima bandierina in città, espiantando – questa volta non con la forza, ma nella legittimità delle transazioni commerciali e aziendali – uno dei pochi luoghi dove, fino alla recente e temporanea chiusura, dove chi era di destra si sentiva a casa. A conferma di tutto questo, l’entusiasmo per la nuova gestione manifestato dalla pagina Facebook Zero Bologna, in cui si è usi lodare anche le occupazioni di tipo illegale.
Ripetere giova: di certi problemi della Bologna non di sinistra non può, non poteva e non avrebbe potuto certo farsi carico la famiglia Carella. Resta il fatto che, sotto le Due Torri, non esiste praticamente alcun spazio, pubblico o privato, dove incontrarsi, fare socialità, organizzare eventi, promuovere cultura, indire uno spettacolo o dare vita a espressioni artistiche. Tutte queste attività, a Bologna, si possono sviluppare in decine, centinaia di luoghi, ma tutti in mano al Pd o agli alleati del Pd.
Anche quando beni pubblici adatti alla bisogna sono di proprietà dello Stato, il loro eventuale affidamento temporaneo – vedasi, ultimo esempio, l’ex-comando della Brigate Friuli, la palazzina bellissima che affaccia sui viali davanti a piazza Carducci – viene fatto gestire dal Comune, dove, guarda caso, le offerte ritenute più idonee, migliori o congrue sono sempre e solo quelle di realtà amiche. Anche quando – vedi caso Estragon -, in realtà, le norme sembrerebbero suggerire altre scelte.
Ma c’è ancora e ben di più. Il Centrodestra di Bologna e Fratelli d’Italia in particolare non solo se ne fregano altamente di questa deficienza di agibilità – che non è solo culturale, artistica e ricreativa, ma, alla fin fine, anche politica; ma se possono si affiancano al Pd nell’opera di annichilimento di ogni voce libera e non conformista.
Domani, per esempio, Caio Giulio Cesare Mussolini, il quale, oltre che essere un nipote del Duce, come testimonia inequivocabilmente il cognome, è un apprezzato autore di saggi storici, sarà costretto a presentare, in quel di Molinella, il suo ultimo libro in una location recuperata all’ultimo momento. Cosa significa: all’ultimo momento? Significa che il pub che era stato con largo anticipo prenotato e pubblicizzato come sede della presentazione, a nemmeno 48 ore dall’evento, ha dovuto comunicare agli organizzatori e ospiti dello scrittore d’aver subito pressioni da ambienti dell’amministrazione comunale per annullare tutto.
Ora, per quanto sia storicamente noto che a Molinella, comunque si voti, governano i massoni, ufficialmente e formalmente la giunta e la maggioranza sono di Centrodestra. E, quindi, a quella parte politica non possono che fare riferimento i misteriosi “suggeritori” che hanno spiegato al gestore del locale pubblico che avrebbe dovuto ospitare Caio Mussolini a ripensarci.
Pd, estrema sinistra e Centrodestra uniti nella lotta all’autonomia del pensiero, a Bologna, in città come in provincia? Per proprio di sì. Quel che è certo, è che, sotto le Due Torri, se non sei di sinistra, giusto a lavorare puoi andare. Ammesso che si abbia un’occupazione. Tutt’al più, oltre che ad attendere ai proprio impegni, il cittadino non contento di questo stato di cose può rivolgersi all’oppo-finzione ben rappresentata attualmente dei consigli comunali. Quelle che raccolgono il dissenso verso Matteo Lepore et similia e lo congelano, conservando ai “pidioti” le poltrone del potere.






































































