Tra i più diffusi e tipici piatti italiani spicca la molto apprezzata Cotoletta alla Milanese. Nota per gli apprezzamenti di tutte le fasce d’età, ha una storia in archivio che fa invidia. Alla Milanese, appunto. Perché è proprio durante il Risorgimento Italiano che ha avuto luogo in una Milano assolutamente protagonista per l’Unità d’Italia.
Nata in realtà in anni fortemente antecedenti al Risorgimento Italiano, praticamente in pieno Medioevo, è rinvenuta nel suo simbolismo attraverso delle testimonianze storiche custodite nel Monastero della Basilica di Sant’Ambrogio, a Milano.
La dicitura del documento che ci conferma quindi la sua iconicità per Milano e per l’Italia, afferma infatti: “lombolos cum panitio” (lombata con panatura). Ci conferma quindi ulteriormente che quella della cotoletta è una storia che affonda le sue tradizioni e le sue radici nell’antichità. Nell’Ottocento invece, dunque in pieno Risorgimento, nasce quel conflitto di dominio pubblico che le darà notorietà.
Una leggenda ci tramanda infatti, quanto nel 1848, durante i moti delle Cinque Giornate di Milano, il feldmaresciallo austriaco Josef Radetzky, fuggito in fretta e furia da Milano per l’insurrezione popolare, abbia inviato un messaggio al conte Attems a Vienna. Le sue parole elogiavano la costoletta di vitello (con osso, differentemente dalla cotoletta classica) impanata e fritta, mangiata a Milano, suggerendola alla corte imperiale di Vienna.
Il feldmaresciallo Radetzky, involontariamente la confuse con quella che sarebbe stata la futura “Wiener Schnitzel”, piatto tipico Asutriaco.
I milanesi e l’Italia, tutt’oggi, gustano questo piatto con forte rivendicazione sociale e Identitaria, poiché simbolo dell’insurrezione contro gli Asburgo.
Manuel Zavaglia
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