La scarsità di risorse e il miracolo del bilancio
A Milano i soldi non ci sono. Non ci sono per aumentare la presenza della Polizia locale, per sistemare le case popolari, per intervenire sulle strade dissestate, per curare il verde, per garantire servizi adeguati nelle periferie e nemmeno, a sentire Palazzo Marino, per evitare continui aumenti di tariffe e imposte. Poi, improvvisamente, compaiono le orme dei dinosauri e il bilancio comunale torna a respirare.
La spedizione tecnologica sulle Alpi
Il Comune di Milano ha infatti deciso di investire 58 mila euro nella mappatura delle tracce fossili scoperte nella Valle di Fraele, all’interno del Parco nazionale dello Stelvio. Un intervento certamente interessante sotto il profilo scientifico: droni professionali, sensori fotogrammetrici, tecnologia Lidar, personale specializzato, trasferte e dispositivi di protezione. Una vera spedizione degna di Jurassic Park, con la differenza che a pagare non è il miliardario John Hammond, ma il contribuente milanese.
Il valore scientifico e la questione geografica
Le orme, rinvenute nel settembre del 2025 dal fotografo naturalista Elio Della Ferrera, rappresenterebbero il più importante giacimento europeo di tracce fossili del Triassico. La scoperta ha quindi un indubbio valore paleontologico. Resta però una domanda molto più contemporanea: perché deve essere il Comune di Milano a finanziare direttamente un’attività che si svolge a centinaia di chilometri dalla città, a un’altitudine compresa tra i 2.400 e i 3 mila metri, all’interno di un parco nazionale?
Le priorità dell’amministrazione comunale
La risposta è che i dati acquisiti saranno destinati al Museo di Storia Naturale di Milano. Argomento rispettabile, ma non sufficiente a cancellare la questione politica. Il punto non è stabilire se i dinosauri meritino di essere studiati. Naturalmente lo meritano. Il punto è comprendere quali debbano essere le priorità di un’amministrazione comunale che, ogni volta che deve affrontare un problema concreto dei milanesi, allarga le braccia e invoca la scarsità delle risorse.
Il confronto con i problemi quotidiani della città
Quando i cittadini chiedono più sicurezza, mancano gli agenti. Quando gli inquilini delle case popolari segnalano ascensori guasti, infiltrazioni e manutenzioni rinviate, mancano i fondi. Quando commercianti e residenti domandano interventi contro degrado e bivacchi, servono tempo, tavoli, progetti e competenze. Per le impronte preistoriche, invece, sono bastati una determinazione dirigenziale e 58 mila euro.
I dinosauri come cittadini ideali
Palazzo Marino sembra dunque aver finalmente trovato una categoria sociale alla quale riesce a dedicare attenzione senza accusarla di lamentarsi troppo: i dinosauri. Non protestano, non chiedono parcheggi, non contestano Area C, non chiamano la Polizia locale e, soprattutto, non votano. Sono l’interlocutore ideale dell’amministrazione milanese.
La competenza degli enti territoriali
La ricerca scientifica e la valorizzazione del patrimonio naturale sono attività importanti, ma proprio per questo dovrebbero essere finanziate attraverso gli enti territorialmente competenti, le istituzioni scientifiche, il Parco dello Stelvio, la Regione, il Ministero o specifici programmi nazionali ed europei. Non è ragionevole che un Comune già alle prese con enormi problemi urbani utilizzi direttamente risorse proprie per organizzare rilievi paleontologici in alta Valtellina.
Il valore simbolico delle scelte di spesa
Cinquantottomila euro non salveranno il bilancio di Milano e non risolverebbero da soli i problemi della città. Ma le scelte di spesa hanno anche un valore simbolico e rivelano l’ordine delle priorità. Mentre ai milanesi viene spiegato che bisogna fare sacrifici, aumentare le tariffe e accettare servizi insufficienti, Palazzo Marino manda i droni sulle Alpi per fotografare le passeggiate dei dinosauri.
Animali estinti da milioni di anni, ma evidentemente ancora più fortunati dei contribuenti milanesi.
Brian Curto
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