Un’imponente ricostruzione biografica e politica
Da pochi mesi è arrivato sugli scaffali il libro “Pino Romualdi. Una vita per la destra, una vita per l’Italia” di Luca Bonanno (Eclettica Edizioni, 2026, 692 pagine, prefazione di Annalisa Terranova). Questo testo costituisce la biografia più ampia e sistematica finora dedicata a Giuseppe Nettuno “Pino” Romualdi (Predappio, 24 luglio 1913 – Roma, 21 maggio 1988). Si tratta di un’opera di ricostruzione storico-politica che, per densità documentaria e ampiezza cronologica, si colloca nel solco delle grandi biografie della destra italiana del Novecento, con l’ambizione esplicita di restituire a Romualdi il ruolo di protagonista di primo piano nella transizione dal fascismo repubblicano alla destra dell’Italia democratica del dopoguerra.
Il percorso cronologico di una vita militante
Il volume segue un ordine prevalentemente cronologico, dall’infanzia predappiese e dalla formazione giornalistica e politica negli anni Trenta fino alla morte, avvenuta un giorno prima di quella di Giorgio Almirante. Bonanno ricostruisce con minuzia le varie fasi: l’esperienza di Federale di Parma e di vicesegretario del Partito Fascista Repubblicano; la latitanza del 1945-1948 e il ruolo nella trattativa per l’amnistia; la partecipazione alla fondazione del Movimento Sociale Italiano; le lunghe stagioni di vicesegreteria (1952-1965 e 1970-1977) e di presidenza del partito; l’attività parlamentare (Camera 1953-1983, Senato 1983-1987) ed europea (1979-1988); infine la direzione della rivista “L’Italiano” e il rapporto con le nuove generazioni della destra.
Continuità e lungimiranza nella fondazione del MSI
L’autore si avvale di un ampio ventaglio di fonti: documenti d’archivio, memorialistica, testimonianze familiari e di esponenti missini (tra cui i figli e figure importanti come quella di Alfredo Mantica), articoli di stampa e materiali della rivista “L’Italiano”. Bonanno nell’opera ci indica la continuità nella discontinuità. Romualdi è presentato come l’uomo capace di “traghettare” il mondo dei vinti del 1945 nell’Italia repubblicana senza rinnegare le proprie radici, ma rifiutando il culto necrofilo del passato. La scelta di fondare il MSI non come partito esclusivo dei reduci della RSI, bensì come casa aperta a tutti gli italiani che amavano la Nazione, è indicata come prova di lungimiranza. Su questo punto il libro si allinea alle testimonianze di Mantica e di altri “romualdiani”.
La fase clandestina, l’amnistia e la spinta innovatrice
Emerge nell’opera l’interessante ruolo nella fase clandestina e nella trattativa per l’amnistia. Una delle sezioni più rilevanti riguarda infatti il periodo 1945-1948. Romualdi, condannato a morte in contumacia, organizza reti di contatti tra i “vinti”, partecipa alla nascita dei Fasci di Azione Rivoluzionaria e, soprattutto, conduce trattative (anche con ambienti togliattiani e vaticani) che contribuiscono all’amnistia. Il libro valorizza questo passaggio, ma affronta anche la modernizzazione del MSI e il rapporto con Almirante. Bonanno descrive Romualdi come l’anima “futurista e innovativa” del partito: sostenitore di una linea filo-matteiana negli anni di Michelini, poi convinto sostenitore della svolta nazional-conservatrice di Almirante e della costruzione del MSI-Destra Nazionale.
La diarchia con Almirante e la figura di Adriano Romualdi
La diarchia Almirante-Romualdi (segretario carismatico e presidente istituzionale) è presentata come complementare e, dopo la scissione di Democrazia Nazionale del 1976, come garanzia di tenuta del partito. Non mancano i contrasti su temi come il divorzio, la pena di morte e i rapporti con i radicali. Il libro ci offre inoltre un’importante finestra sul figlio, Adriano Romualdi, e sul rapporto con questo intellettuale di spicco prematuramente scomparso nel 1973. L’ampiezza della ricostruzione (quasi settecento pagine) consente di seguire con precisione l’intreccio tra biografia individuale e storia del MSI. L’uso di fonti primarie e testimonianze dirette arricchisce il quadro rispetto alle trattazioni sintetiche presenti nelle storie generali del partito.
Un valore fondamentale per studiosi e lettori
La valorizzazione della dimensione culturale e della rivista “L’Italiano” colma una lacuna significativa. L’opera ha inoltre il merito di sottrarre Romualdi dall’ombra di Almirante, restituendogli autonomia e originalità. La biografia di Bonanno svolge una funzione importante per tutti gli studiosi ed appassionati. Per lo studioso del neofascismo e della destra post-bellica italiana, il volume fornisce un’enorme quantità di dati biografici e di contesti interni al MSI, utili come base per ulteriori indagini. Per il lettore militante o interessato alla storia della destra, il testo rappresenta invece un punto di riferimento destinato a diventare canonico.
Un contributo indispensabile per la storia della destra italiana
In definitiva, “Pino Romualdi. Una vita per la destra, una vita per l’Italia” è un’opera imponente, scritta con passione e con ampia documentazione interna, che restituisce spessore a una figura a lungo trascurata rispetto ad Almirante. La sua forza è nella completezza narrativa e nella chiarezza dell’interpretazione “romualdiana” all’interno del MSI. Questo rende il lavoro di Luca Bonanno (già autore di diversi testi importanti) un contributo indispensabile per chiunque voglia comprendere non solo la biografia di Romualdi, ma anche le tensioni, le ambizioni, le contraddizioni — dunque la storia organica — che costituiscono la lunga marcia della destra italiana dal 1945 a oggi.
a cura di Sergio Saraceni
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