La repubblica islamica dell’Iran si basa su un sistema in cui il potere è ripartito tra organi di natura religiosa e organi di elezione popolare, pensato dall’ayatollah Ruhollah Khomeini. La massima carica dello Stato è la Guida Suprema (Rahbar, in persiano), che deve essere necessariamente un giurista (faqīh), con il compito di garantire il rispetto dei dettami coranici.
La Guida Suprema è nominata dall’Assemblea degli Esperti dell’Orientamento, organismo costituito da 88 mujtahid (autorità religiose e legislative, capaci di interpretare la legge islamica canonica). La Guida Suprema è il vicario del dodicesimo imam (la corrente più importante dello sciismo, quella duodecimana, attende il ritorno del dodicesimo Imam, Muhammad al-Mahdī, che, nel 941 d.C., non sarebbe morto ma sarebbe entrato in occultamento).
Le Guide Supreme dell’Iran, fino all’attacco Israelo-statunitense, sono state due: gli ayatollah Ruhollah Khomeini e Ali Khamenei, quest’ultimo assassinato nei raid dello scorso 28 febbraio.
Il successore designato dall’Assemblea degli Esperti è il secondogenito di Khamenei, Mojtaba, 56 anni. Nato l’8 settembre 1969 a Mashhad, città del nord-est dell’Iran, meta di pellegrinaggi religiosi presso il grande Santuario dell’Imam Reza, Mojtaba, dopo essersi diplomato, si dedicò agli studi di teologia al seminario di Qom, in cui suo padre Ali era uno dei docenti, oltre che uno dei più eminenti sostenitori di Khomeini e della sua rivoluzione.
Arruolatosi nel Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (meglio noti come Pasdaran), Mojtaba partecipò alla guerra tra Iran e Iraq negli anni 1987-88. Rimasto sempre molto vicino ai pasdaran oltre che ai basij, la milizia paramilitare fondata da Khomeini, a Mojtaba viene attribuito un ruolo decisivo nell’elezione di Mahmoud Ahmadinejad a presidente della repubblica nel 2009.
Malgrado suo padre Ali fosse contrario ad una successione di tipo dinastico, sembra che il secondogenito avesse già scritto nel nome il suo destino. Mojtaba, infatti, non è un nome persiano, ma arabo, e significa “il prescelto”, uno dei titoli che gli sciiti attribuiscono ad al-Hassan bin Ali, il nipote di Maometto, considerato il suo legittimo successore.
Ecco allora che la designazione di Mojtaba assume un valore simbolico di completa continuità con l’Iran Khomeinista, una risposta orgogliosa alle pretese di Trump di imporre lui la Guida Suprema e di trasformare una nazione fiera della sua identità millenaria nell’ennesimo Stato fantoccio. Mojtaba è l’immagine di un Iran che non si piega e che darà molti dispiaceri al duo Trump-Netanyahu.
Raffaele Amato
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