Anche quest’anno sono scoppiate dure polemiche dopo la Notte della Taranta, giunta alla sua 28. edizione.
Critiche dure sono state espresse contro la gestione dell’evento affidata a David Kracauer, clarinettista statunitense, maestro concertatore che non ha saputo cogliere ed esprimere la vera anima salentina, abbandonandosi ad un “modernismo” coreografico e musicale che ha scontentato chi invece vorrebbe un maggiore ancoraggio alla tradizione identitaria.
Patetica, per non dire penosa, la conduzione televisiva da parte di Ema Stockolma che ha presentato svariati ospiti che con la pizzica e la taranta non hanno nulla a che spartire. Per molti il tempo delle “contaminazioni” è già finito ed anzi non avrebbe mai dovuto iniziare.
Le figure chiave della Notte della Taranta, Enza Pagliara, Antonio Amato, Giancarlo Paglialunga ecc. sono apparsi emarginati, ridotti quasi al ruolo di comparse, mentre è risultata assente la maggior parte dei gruppi musicali che d’estate battono le piazze dell’intero Salento.
Anche il corpo di ballo, rinnovato, non è stato all’altezza dei ritmi del tamburello, in un’atmosfera troppo frenetica che non ha saputo rendere il mistero fascinoso della Terra del Rimorso.
Ora, a fari spenti, qualcuno si lecca le ferite e in molti, sempre di più chiedono che i prossimi maestri concertatori siano salentini doc, a partire da Antonio Castrignanò, l’unico che sabato 23 agosto 2025 ha saputo trascinare il pubblico.
Nicola Cospito
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