La cronaca locale, in questo caso quella del Corriere del Veneto del 2 novembre, ci offre uno spaccato a dir poco sconcertante, che conferma amaramente una deriva sociale: la perdita di cognizione di causa su cosa significhi bene comune e dovere di stato, persino quello genitoriale. La notizia è chiara: una trentenne trevigiana, dopo un boom di follower sui social, molla figli e marito con la lapidaria motivazione: «Ora faccio l’influencer, non ho tempo. I figli li devi tenere tu».
La Difesa Ideologica e l’Ironia della Storia
La vicenda si complica con la lettura che ne dà l’avvocato della donna, la quale, ha anche un ruolo pubblico nel Partito Democratico a Treviso. La sua difesa si muove sul binario di una certa ideologia femminista, secondo l’avvocato Tocchetto, la donna avrebbe dichiarato: «Mi sta stretto questo ruolo di moglie e madre».
Frasi del genere sono una sfacciata mancanza di rispetto verso tutte quelle bravissime madri di famiglia che quotidianamente compiono sforzi immani per conciliare impegni lavorativi e familiari, spesso con il fondamentale supporto di mariti e genitori. È un’affermazione che ignora la realtà della stragrande maggioranza, preferendo la narrazione del vittimismo individualista all’assunzione di responsabilità. Si usa il linguaggio dell’emancipazione per giustificare l’abbandono.
Il Trauma dei Figli: Il Prezzo dell’Egoismo Social
L’articolo del Corriere si chiude con l’auspicio che «non bisogna danneggiare i figli». Ma ci poniamo una domanda cruciale e retorica: questi due figli della neonata influencer non sono già abbastanza traumatizzati dall’essere di fatto abbandonati dalla madre?
Questo caso è l’emblema di come l’egoismo e l’infantilismo che accompagnano il mondo dei social e i suoi “facili” guadagni impediscano di vedere i danni reali che si commettono nelle relazioni “reali”. Si sacrifica la solidità familiare sull’altare dell’effimero del sogno digitale, preferendolo alla concretezza della Vita.
L’Egoismo come Destino: La Distruzione della Famiglia
L’episodio di Treviso non è una storia di “riscatto”, ma la drammatica conseguenza di un’idea diffusa e tossica: quella secondo cui la famiglia e i figli possono essere messi in secondo piano, o addirittura esclusi, per inseguire sogni individualistici di successo economico e sociale.
L’effimero del sogno ha vinto sulla realtà della Vita, e il prezzo di questa illusione è la distruzione della prima cellula della società: la famiglia. Questa non è libertà. Questa è la celebrazione dell’egoismo eretto a stile di vita, giustificato come emancipazione, che lascia dietro di sé solo traumi e macerie.
Redazione
Il 2diPicche lo puoi raggiungere
Attraverso la Community WhatsApp per commentare le notizie del giorno:
Unendoti al canale WhatsApp per non perdere neanche un articolo:
Preferisci Telegram? Nessun problema:






































































