Nel 2019 la sociologa statunitense Shoshana Zuboff scrisse un libro sulla sorveglianza che il capitalismo operava sui cittadini controllando i social network, per estrapolare dati sul comportamento.
Questa subdola forma di controllo permette di predire i comportamenti futuri, di anticipare scelte commerciali e politiche, di influenzare la vita delle persone.
Da quando il libro fu scritto la situazione è sensibilmente peggiorata, il capitalismo nella sua fase terminale, esaurite quelle industriale e finanziaria, ha trasformato la realtà in immagine.
E le immagini sono facilmente manipolabili, tramite il loro controllo si ruba la libertà e l’autodeterminazione dei popoli, alterandole o vietandole si cambia la percezione della realtà.
Il controllo della rete di Internet, nata per essere libera, è la forma attualmente più potente di controllo del pensiero e di espressione politica.
Controllando il mondo virtuale della Rete, dove ormai passa il flusso continuo delle notizie, si esercita una limitazione della libertà di informazione.
Unione Europea
L’Unione Europea, entità sovranazionale non eletta democraticamente, di fatto comitato d’affari, ha imposto, senza consultare i popoli, il Digital Services Act, normativa che regola i servizi digitali.
La motivazione addotta è la lotta ai contenuti illegali, alla disinformazione, alle notizie false, in realtà la lotta è a quelle informazioni contrarie alle politiche europeiste.
Con il “chat control” proposto dall’Unione Europea per contrastare gli abusi e gli adescamenti di minori online, si effettuerebbe una scansione di tutti i messaggi che passano nella Rete.
L’ultimo tentativo di controllo, al momento abortito, è l’autenticazione digitale per i maggiorenni frequentatori di siti internet pornografici, il nobile fine sarebbe precluderne l’accesso ai minori.
La pornografia
La pornografia online è un grande pericolo perché provoca dipendenza, comportamenti compulsivi, consumo continuato, sostituisce l’immagine all’oggetto fisico della libido, provocandone una diminuzione.
Le fantasie si sostituiscono alla realtà rendendo difficili i rapporti erotici, disabituando alla relazione fisica sostituita da quella virtuale.
Gli adolescenti credono che la pornografia rappresenti realisticamente i rapporti sessuali tra le persone, confuse con gli attori dei video hard.
Ogni giorno giovani e adolescenti fanno milioni di visualizzazioni di siti pornografici immergendosi in un universo irreale.
Così divengono un popolo di voyeur, incapaci di vivere una sana sessualità, con una conseguente diminuzione del testosterone nei maschi.
Le immagini di violenze e abusi, di oggettualizzazione del corpo femminile, trasmettono un messaggio deviato, un’implicita sollecitazione al possesso violento delle donne.
Disturbi psichici
Le immagini possono provocare disturbi psichici come le parafilie, sadismo e masochismo e altre perversioni della sessualità e provocare l’aumento di casi di stupro.
Motivo scatenante i comportamenti violenti, che l’ipocrita vulgata progressista attribuisce al patriarcato scomparso da tempo alle nostre latitudini.
Per colpevolizzare ulteriormente il maschio bianco, già depotenziato e accusato di ogni nefandezza, ridotto ad un debole.
Questa la motivazione ufficiale della normativa, animata da ottime ragioni, ma in realtà forma di controllo tramite la digitalizzazione dei dati degli utenti.
La pornografia è nell’arte classica, nei dipinti e nelle statue, nella narrazione di capolavori della letteratura e schedare chi ne usufruisce oltre che impossibile sarebbe assolutamente inutile.
Controllo del pensiero
Limitare e vietare sono le politiche delle democrazie autoritarie, che vogliono arrivare al controllo del pensiero, al divieto delle idee che contrastano con i loro bassi interessi di dominio.
Si comincia con la censura sulla pornografia e si finisce con quella sulle idee politiche per la volontà repressiva del capitalismo della sorveglianza.
La strategia è nota, diminuire gli spazi di libertà, controllare ossessivamente i cittadini, tenerli sotto la minaccia di crisi economiche e sanitarie, sostituire i popoli europei con quelli di altri continenti.
La paura è l’arma più temibile, permette di sospendere le libertà civili, carcerare nelle abitazioni, obbligare all’assunzione di sostanze cancerogene e teratogene.
Il regime di terrore imposto agli europei è il segno della paura dei padroni del grande capitale di essere arrivati alla fine della loro demoniaca corsa.
Contro il regime del terrore la riconquista dell’Europa, la remigrazione degli ospiti sgraditi, la liberazioni dai servi dell’alta finanza.
Roberto Giacomelli
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