Ieri, 15 novembre presso l’Hotel Fiera di Brescia si è tenuta la presentazione ufficiale del Comitato Remigrazione e Riconquista.
Il comitato ha l’obiettivo di promuovere una iniziativa di legge popolare per portare in parlamento una proposta di legge volta ad arginare l’immigrazione incontrollata e a promuovere dei percorsi di rimpatrio degli immigrati presenti sul territorio nazionale.
Sono 4 le realtà fondatrici del Comitato: Casa Pound Italia, Rete dei Patrioti, VFS e Brescia ai bresciani.
In una sala strapiena – erano presenti più di 450 persone – si sono susseguiti gli interventi dei relatori e i videocollegamenti dei vari amministratori pubblici tra cui il deputato leghista Domenico Furgiuele.
A seguire è stato predisposto un momento per raccogliere interviste e dichiarazione da parte degli esponenti del comitato. Abbiamo raggiunto Salvatore Ferrara della Rete dei Patrioti.
Ferrara, oggi è una giornata importante che sancisce una pietra miliare nel percorso del Comitato.
Certamente, oggi con un momento formale abbiamo sancito l’ufficialità del Comitato ma è settimane che promuoviamo su tutta Italia iniziative per sensibilizzare le tematiche del Comitato.
Abbiamo fatto veramente tante dimostrazioni cittadine come quelle di Novara, Trento, Trieste, Verona, Ancona e molte altre sono previste nelle prossime settimane.
Siamo quattro gruppi militanti abituati a muoverci in piazza con il megafono in mano quindi era naturale che l’inizio delle attività avesse un approccio di piazza.
Siete soddisfatti per ora rispetto alle adesioni?
Moltissimo. Quando abbiamo messo online il sito dopo 3 ore è caduto per via dei troppi accessi. Abbiamo una quantità di contatti che quotidianamente chiedono informazioni sulle attività del comitato e richiedono come poter aiutare la raccolta firme. È un segnale importante anche il volume di interazioni generate dai canali social. Alcuni contenuti sono diventati virali e riceviamo centinaia di messaggi.
C’è da rilevare il dato politico della questione: la Lega prova a cavalcare la battaglia per mero opportunismo politico ma è totalmente inadeguata ad essere un terminale in grado di portare in parlamento la legge – esistono dei rapporti di potere all’interno della maggioranza che schiacciano alla radice ogni genere di proposta relativa alla Remigrazione – e questo è facilmente riscontrabile con la valanga di messaggi che mettono in croce i vari Salvini e Vannacci quando parlano di immigrazione. D’altronde parliamo di una forza politica al governo che ha recentemente votato l’ennesimo decreto flussi.
Per quanto ci riguarda invece, non essendo noi legati a nessuna forza politica parlamentare, abbiamo la possibilità di essere credibili e coerenti nell’esposizione delle nostre tesi proponendo ai cittadini una cosa molto concreta come una raccolta firme. Poi facendo un passo in più, una volta che le firme saranno raccolte e l’iter della proposta di legge sarà avviato, confidiamo in deputati liberi e indipendenti dalle logiche di partito che sostengano il nostro progetto.
Arriviamo alle firme, quando si parte?
Idealmente partiremo a Febbraio 26 e stiamo ragionando di fare un evento pubblico per sancire l’inizio delle attività di sottoscrizione. Il nostro obiettivo è avere anche la possibilità di far firmare i cittadini tramite SPID: un team legale sta completando le pratiche per ricevere l’autorizzazione all’utilizzo della piattaforma governativa adatta allo scopo. Parliamo di 50.000 firme che all’inizio di questa avventura mi sembravano una montagna ma oggi dopo la quantità di riscontri ricevuti credo verranno raggiunte in breve tempo.
Ad oggi qual è il modo migliore per supportare il Comitato?
Sicuramente sottoscrivere il form del sito così da avere una base di nominativi dai quali partire per la raccolta firme. Poi credo sarà necessaria la proattività: si può certamente firmare a titolo personale ma il passaparola è un’arma che se usata a dovere potrebbe farci traguardare il numero di firme in pochi mesi. Insomma è importante rimboccarsi le maniche e convincere parenti, amici e colleghi a firmare.
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