Il 17 novembre 2025 Euronews ha riportato una notizia apparentemente tecnica: la Spagna ha imposto misure straordinarie contro l’influenza aviaria, confinando il pollame in oltre mille comuni e introducendo restrizioni severe sugli allevamenti.
Una notizia come tante? Non proprio.
Perché, al di là degli aspetti sanitari, questo è l’ennesimo esempio di come il XXI secolo abbia sostituito le grandi utopie del Novecento con qualcosa di più semplice e più efficace: la paura. Il Novecento era il secolo delle visioni collettive, delle ideologie mobilitanti, delle promesse di progresso e redenzione.
Le élite politiche cercavano il consenso indicando un orizzonte: un mondo nuovo da costruire insieme, nel bene e nel male. Oggi quell’energia è svanita.
L’uomo occidentale, illuso di essere emancipato grazie alla democrazia e ai diritti formali, non crede più nelle utopie. È più autonomo, ma anche più disarmato.
La narrativa pandemica
È in questo vuoto che la paura diventa lo strumento perfetto pertenere insieme una società frammentata. La gestione dell’aviaria in Spagna lo dimostra in modo quasi didattico.
Il linguaggio usato — “misure straordinarie”, “rigore”, “responsabilità”, “aumento significativo dei casi” —crea un clima di allerta totale, pur ammettendo che il rischio per l’uomo resta basso.
È la grammatica ormai standard della governance emotiva: prima si genera la percezione dell’emergenza, poi ogni misura appare inevitabile, e la popolazione si adegua per prudenza più che per convinzione.
È un meccanismo semplice: l’allarme legittima l’autorità, disciplina le masse, e ricade sul cittadino anche sul piano economico, tra abbattimenti, rincari e limitazioni che diventano parte della quotidianità.
L’emergenza non è più un evento: è un’abitudine. Il cittadino moderno, convinto di essere critico e informato, è in realtà più vulnerabile ai richiami della paura proprio perché si crede autonomo. Non servono più grandi ideologie, né programmi titanici: bastano un titolo, un grafico, un ministro che parla di “rigore”.
Governare attraverso la paura
Se nel secolo scorso le élite chiedevano ai popoli di credere in qualcosa, oggi si limitano a ricordare cosa temere.
Là c’erano visioni; qui ci sono allerte. La vicenda dell’aviaria in Spagna non è quindi solo una cronaca sanitaria, ma un sintomo del nostro tempo: un secolo che non offre speranze, ma gestisce ansie.
La paura diventa l’unico collante sociale, il nuovo strumento politico, l’erede oscuro delle utopie scomparse.
E più una società perde radici, identità e coraggio, più diventa governabile non con le idee, ma con gli allarmi.
Gianluca Mingardi
Il 2diPicche lo puoi raggiungere
Attraverso la Community WhatsApp per commentare le notizie del giorno:
Unendoti al canale WhatsApp per non perdere neanche un articolo:
Preferisci Telegram? Nessun problema:






































































