Nell’anno del Signore 2025, noi logorati sperduti uomini Occidentali viviamo in una civiltà, la nostra, che è certamente una delle più secolarizzate mai esistite prima d’ora.
Dovunque ci voltiamo vediamo dilagare Ateismo, Relativismo, Cristianesimo Modernista e tante bislacche dottrine spiritualmente devianti.
E dagli avversari spirituali e politici della Fede ci viene detto che dobbiamo rassegnarci perché “è ormai giunto il tempo dell’Ateismo” e l’Apostasia è ormai inarrestabile.
Ci guardiamo attorno, leggiamo le statistiche e persino nei più saldi di noi, si insinua lo scoramento. Il mondo Ateo ci sembra dilagante, invincibile e destinato a trionfare.
Se invece non fosse proprio così?
Se la narrazione Atea Internazionale avesse dei buchi grossi come crateri lunari?
E se questo gigante dell’Ateismo fosse in realtà molto più pigmeo di quanto è in realtà?
Per iniziare ad argomentare cominciamo prima con un po’ di dati: secondo le indagini più recenti, a livello globale è stato stimato che gli Atei/Non Religiosi siano circa 1.9 miliardi di persone nel mondo (il 24.2% della popolazione), mentre i Cristiani sono stati stimati essere circa 2.5 miliardi (il 32% della popolazione).
Si può già notare, per ora, una netta superiorità numerica da parte Cristiana.
E di fronte a questi dati, molti fanboys di Odifreddi potrebbero ribattere “eh certo, perché nel mondo ci sono ancora molte nazioni dove alla gente fanno il lavaggio del cervello col Cristianesimo! Non come noi che crediamo nel Libero Pensiero privo di ogni dogma bla bla bla…”
Ma i nostri petulanti amici devono sapere che vi sono dati e aspetti ben più interessanti da considerare.
Quelli che, per l’appunto, ci permettono di mettere a nudo le falle, non solo, della narrazione della inesorabile avanzata dell’Ateismo, ma anche di quella del suo presunto e malriposto senso di superiorità intellettuale.
Infatti, possiamo notare che circa 1.4 miliardi di questi Atei/Non Religiosi vive sotto regimi comunisti praticanti l’Ateismo di Stato.
-1,25 mld in Cina
-95 mln in Vietnam
-17 mln in Nord Corea
-30 mln tra Laos, Cuba e Mongolia (quest’ultima non più Comunista, ma ancora molto condizionata dall’Ateismo di Stato)
Questo significa, in altre parole, che la stragrande maggioranza delle persone Atee/Non religiose non lo è certo per superiorità intellettuale o per un più raffinato pensiero critico, bensì per bieco e semplice indottrinamento marxista.
Come certi Atei da tastiera amerebbero dire “per lavaggio del cervello.”
Se poi, a queste già enormi cifre, aggiungiamo tutti coloro che vivono da Atei in EX regimi comunisti atei di stato (Ex URSS, Ex Jugoslavia, Europa Orientale) e che probabilmente hanno maturato le loro posizioni religiose grazie a decenni e decenni di bombardamento ideologico marxista, possiamo sommarvi tra 120-150 milioni di persone arrivando a quota 1.5 mld.
Risultato?
Degli iniziali 1.9 miliardi di Atei globali, ne sono restati appena 300-400 mln che possono dire di esserlo diventati senza sospetti di indottrinamenti autoritari e lavaggi del cervello.
Però…non stiamo parlando di 300-400 mln di Atei.
Perché se a questi togliamo il 35% di Agnostici (circa 120 milioni) e il 40% di “spirituali ma non religiosi” (140 milioni), scopriamo che i nostri Ateoni Materialisti “Duri e Puri” si riducono appena a una cifra tra i 40 e i 140 milioni.
Insomma, meno del 5% della popolazione mondiale è Atea materialista e lo è senza condizionamenti ideologici e autoritari.
Però, anche se non possediamo dati ufficiali precisi, è lecito e logico pensare che queste persone atee o comunque Non religiose lo siano per il motivo più scontato: perché sono nati e cresciute in famiglie non religiose o cristiane estremamente moderniste e incoerenti.
Perché, nuovamente, non ho mai capito il motivo per il quale io, che sono Cattolico cresciuto in una famiglia Cattolica, credo a ciò che credo “perché ti hanno fatto il lavaggio del cervello”, mentre lo stesso pregiudizio non viene applicato agli Atei che hanno vissuto in famiglie con le loro stesse idee in materia religiosa.
Un ultimo appiglio dialettico rimasto al Mondo Ateo potrebbe essere quello di rimarcare la progressiva erosione dei valori e della fede cristiana tra le fila dei credenti, sottolinare l’incoerenza dei Cristiani che si dicono tali, ma poi vivono, de facto, da Non Religiosi.
E c’è senza dubbio del vero in questa osservazione.
Ma la comunità atea/non religiosa ha davvero i requisiti per insegnare coerenza alla Cristianità?
Vediamo un po’ cosa ci dicono i dati delle indagini nei singoli paesi, soprattutto Occidentali:
-In Sudafrica l’81% dei Non religiosi afferma di credere nel “potere degli spiriti ancestrali”.
Come direbbe la celebre Sora Lella “ah annamo bene!”
Negli Stati Uniti il 79% dei Non Religiosi crede nell’esistenza dell’anima e il 17% di loro crede in qualche forma di aldilà.
In Nord Europa il 60% degli Atei/Non Religiosi crede in “qualcosa più grande di noi”, energie cosmiche, poteri mentali, superstizioni e (udite udite) reincarnazione, credenza molto più comune di quanto si pensi in Scandinavia.
In Francia il 33% dei Non Religiosi crede nell’anima e nell’aldilà, mentre in Spagna è il 22%.
Nel nostro Paese, patria di gran furboni, il 27% dei Non Religiosi crede proprio in Dio, generalmente rispondendo “no, io credo in Dio…ma sono uno spirito libero e non credo alla Chiesa”.
In Repubblica Ceca addirittura il 44% dei Non Religiosi è superstizioso e crede in qualche forma di energia spirituale.
Fin qui, questi dati tradiscono enormi incoerenze atee nelle credenze, ma ce ne sono alcuni che le tradiscono persino nella prassi.
In Germania il 23% dei Non Religiosi afferma di “pregare almeno qualche volta” e negli Stati Uniti il 22% degli Agnostici prega, mentre fino al 30% di essi accende candele e pratica rituali e meditazioni con intenti spirituali.
La conclusione che si trae da queste indagini è che l’Ateismo non ha NULLA per guardare il Cristianesimo dall’alto in basso: né numeri, né presunte superiorità in materia di libertà o di coerenza.
L’Ateismo, in questi ultimi secoli, ha certamente messo in crisi la religione istituzionalizzata (piena, come ogni istituzione umana, di brutture, corruzioni e ingiustizie).
Ma non è mai riuscito a “uccidere Dio” come promesso.
E ancor meno riuscirà mai, qualora anche dovesse “ucciderlo”, a trovare qualcosa di efficace per sostituire quel “Sentimento Religioso” (come lo definiva Don Luigi Giussani), che dà sostentamento e senso all’esistenza complessa e spesso travagliata dell’Uomo.
L’Ateismo non riesce a distruggere…e non ha niente da offrire in cambio.
È solo l’illusione di una umanità “adolescente” che tenta, come tutti gli adolescenti, di ribellarsi al Padre creatore.
Ma non si rende conto di star buttando il proverbiale “bambino con l’acqua sporca”.
Le società secolarizzate, seppur più avanzate tecnologicamente, hanno ampiamente dimostrato di essere più vecchie, decadenti, solitarie, depresse e destinate al tramonto.
Prima demografico e poi culturale.
Restiamo con Dio. Senza eccessi, ma con Dio.
Si ringrazia gli amici del Megafono Cattolico per l’articolo
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