“È finito un incubo, sono molto contenta di poter riprendermi la mia vita. Sono stati due anni molto duri. Avevo fiducia nella giustizia e giustizia è stata fatta”, ha detto Chiara Ferragni.
Fanno sorridere le parole dell’influencer al termine del processo abbreviato che l’ha vista prosciolta per i casi Pandoro Pink Christmas della Balocco e delle uova di Pasqua della Dolci Preziosi. Lo ha deciso il giudice della terza sezione penale di Milano.
La vicenda giudiziaria, con l’iscrizione al registro degli indagati con l’accusa di truffa aggravata della “belloccia” di Cremona nel 2023 a seguito della denuncia del Codacons per la faccenda denominata “Pandoro-gate”, divisa poi in due parti: la vendita del “Pandoro Pink Christmas” del 2022 e delle uova di Pasqua della Dolci Preziosi nel 2021 e 2022; operazioni commerciali messe in atto dalla blogger che pubblicizzate come legate ad iniziative benefiche a favore dell’Ospedale Regina Margherita di Torino e dell’associazione “I Bambini delle Fate”, avrebbero indotto i compratori in errore.
Infatti, a seguito di indagini della Guardia di Finanza di Milano, la campagna di marketing avrebbe fatto leva sui consumatori, attirati dall’idea di contribuire a cause benefiche, che avrebbero acquistato i prodotti, il cui prezzo era significativamente più elevato rispetto ad altri prodotti equivalenti, per una cifra pari a . 2,2 milioni di euro. Inoltre, le donazioni promesse furono a suo tempo già versate in precedenza ai beneficiari dalle aziende implicate.
Il processo alla Ferragni e ad altri due imputati Fabio Damato (a suo tempo amministratore delegato delle sue società) e Francesco Cannillo (presidente di Cerealitalia), era iniziato il 23 settembre 2025 con rito abbreviato.
Reato derubricato per querela ritirata…
La sentenza definitiva è stata pronunciata il 14 gennaio 2026 dal giudice Ilio Mannucci Pacini, con il proscioglimento della Ferragni e degli altri imputatati, visto che il reato è stato derubricato a truffa semplice, perseguibile solo su querela ritirata, poi, dal Codacons dopo un accordo risarcitorio di oltre 3 milioni di euro.
Infatti, prima della sentenza, Ferragni aveva versato complessivamente 3,4 milioni di euro tra risarcimenti e donazioni per chiudere la vertenza a livello amministrativo.beneficenza
Tutta questa vicenda ha avuto per la blogger, di adozione milanese, un enorme peso sulla sua reputazione personale, sconvolgendo la sua immagine pubblica e causando enormi danni alle sue imprese costruite intorno a lei ed alla sua figura; ma la sentenza lascia un po’ di amaro a tutti noi e passa il messaggio che basta cospargersi il capo di cenere pubblicamente e dare un lauto rimborso/donazione per poterne uscire puliti e pronti tra qualche tempo a rifare gli stessi errori ricomprando, se serve, l’impunità.
Paolo Ornaghi
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