Dalla “gauche caviar” alla guerriglia urbana: il risveglio degli alieni tra le macerie della legalità.
L’area grigia e il j’accuse della Procura
E alla fine l’armata della Hammerband si è fatta riconoscere anche qui per la sua spavalderia e violenza. Eppure, all’inaugurazione dell’anno giudiziario a Torino, avvenuta quasi contemporaneamente al corteo Askatasuna, la procuratrice generale Musti ha espresso parole forti e stigmatizzanti nei confronti di certa sinistra. La procuratrice Musti ha sferrato un diretto di marmo al pianeta radical chic, rivolgendo rimproveri a quei personaggi appartenenti a quell’area grigia, colta e borghese, che solletica la lotta contro lo Stato da parte dei professionisti della violenza. Sue parole.
La procuratrice continua accusando proprio quella parte di sinistra che si dice colta e che, invece di svolgere un’azione di deterrenza e di rispetto delle regole democratiche, promuove sommessamente lo scontro. Le conseguenze sono pagate, come si vede, da Torino — la capitale di Askatasuna — e dalla popolazione che da tempo è costretta, sempre dalle sue parole, a «una limitazione della propria libertà di locomozione e di vita. Una città blindata tenuta in scacco da pochi ma violenti facinorosi».
La saldatura rosso-verde e le colpe dei “cattivi maestri”
D’altronde questo è il risultato dell’abbraccio mortale tra centri sociali, pro-Pal, anarchici ed ora anche islamisti. La prova? Alla testa del corteo vi era il predicatore islamico Baya che gridava che lì vi era l’Italia migliore. Se questi personaggi rappresentano il meglio della nazione, forse è meglio fare la fine di Atlantide. È la prova provata della saldatura islam-sinistra. Allo schifo e all’orrore a cui abbiamo assistito il 31 gennaio si è arrivati in un crescendo temporale in cui la responsabilità politica cade in diverse direzioni, ma sempre a sinistra: nei salotti della gauche caviar, nei media indottrinati di certe reti e in una scuola politicizzata in cui insegnanti o cattivi maestri che dir si voglia indottrinano le menti labili di molti giovani.
Discorso a parte meritano le famiglie, che diventano addirittura modelli negativi per i propri figli. Anche le vecchie leve di sinistra hanno la loro parte di responsabilità: battere sempre e a piè sospinto sull’antifascismo (dove sia il fascismo ora, lo spieghino), sul pericolo che corre la democrazia o l’invocazione alla rivolta sociale da parte dei sindacati, porta inevitabilmente a vedere il nemico ovunque. Ma il loro vero nemico è dentro se stessi, mentre corrono dietro al nulla scandendo slogan datati e putridi che ormai fanno solo ridere.
Istituzioni in scacco e la serpe in seno
La stessa intelligenza democratica, che di democratico non ha nulla, è quella che ha fatto le barricate per impedire ad esponenti definiti da loro come fascisti di parlare alla Camera, mentre in passato i compagni avevano invitato in Parlamento l’allegro compare Hannoun, ora in carcere a Genova con l’accusa di finanziamenti ai terroristi (loro li chiamano partigiani) di Hamas. Certo che per il Presidente Fontana ricevere l’applauso da parte di Fratoianni per non aver fatto entrare i relatori della proposta di legge sulla remigrazione è tutto dire (che vergogna).
La responsabilità di ciò che è accaduto il 31 gennaio a Torino passa anche attraverso i sindaci che hanno spesso strizzato l’occhio a centri sociali farciti di delinquenti, solo per mero tornaconto elettorale. Andare poi a portare solidarietà all’agente ferito lo ritengo persino oltraggioso. È inutile condannare gli atti di violenza contro gli agenti quando hai cullato la serpe in seno. Da che mondo è mondo la serpe fa quello che gli viene naturale: morde. Troppo buonismo, troppo lassismo e troppa poca voglia di indicare le cose per quello che sono.
Metamorfosi neoterrorista e il silenzio della Sibilla
Ciò che si è visto a Torino non è dissenso democratico, ma guerriglia vera e propria, diversa da quella delle banlieue parigine. Qui siamo di fronte a forme di eversione dell’ordine democratico, cioè — come recita il Codice Penale — ad azioni violente finalizzate a sovvertire l’assetto costituzionale o le istituzioni dello Stato italiano. Siamo di fronte allo schiudersi delle uova di ALIEN, depositate e covate con cura dalla sinistra per anni, alimentate con puro odio verso chi non si piega ai loro pensieri. I piccoli mostri alieni si stanno nutrendo degli scontri di piazza, agevolati da troppa accondiscendenza e allattati da fiumi di fiele dai loro mostruosi mentori.
«Sono ragazzi un po’ irruenti», dicono. No, sono allo stadio larvale del neoterrorismo in attesa della completa metamorfosi. Se ne facciano una ragione: da una parte il Governo, che deve correre ai ripari al più presto, e dall’altra l’opposizione, che è la nave ammiraglia di questi nuovi alieni. Partecipare a questi cortei rivestendo cariche politiche (vero PD, 5S e AVS?) vuol dire esserne complici morali. Un sentito abbraccio all’agente ferito e un monito al ragazzo responsabile del pestaggio assieme ad altri neo-terroristi: in carcere, prova a pensare che chi ti ha catechizzato a dovere questa sera va a mangiarsi la pizza, magari con altri scemi da circuire, e tu sei dietro alle sbarre. Aspettiamo solo di sentire le sparate della nuova sacerdotessa di Apollo di AVS, la Sibilla cumana Salis che stranamente tace. Dimenticavo: lei fa parte dei “fratelli martelli”, quindi che deve dire se non “bravi”?
Maurice Garin
Il 2diPicche lo puoi raggiungere
Attraverso la Community WhatsApp per commentare le notizie del giorno:
Unendoti al canale WhatsApp per non perdere neanche un articolo:
Preferisci Telegram? Nessun problema:






































































