Finalmente anche all’ombra della Lanterna il desiderio di libertà e identità trova la sua strada. Un percorso non facile, soprattutto a causa delle intimidazioni di carattere mafioso ad opera degli antifascisti locali, che da settimane tengono in ostaggio il quartiere Foce dove è ubicata la sede genovese di Casapound Italia.
Quegli antifascisti che durante il giorno del ricordo fanno di tutto per infangare la memoria delle vittime istriane e degli esuli, spaccando la targa dedicata a Norma Cossetto. Quegli antifascisti che impediscono presentazioni di libri non graditi, addirittura stampando volantini raffiguranti la foto di Sergio Ramelli circondato da chiavi inglesi. Quegli antifascisti che, con somma ignoranza, accostano il centrodestra locale alle realtà patriottiche.
La patetica contestazione del presidente del municipio
Nonostante il loro terrorismo e le minacce ai proprietari delle sale contattate, la conferenza sulla Remigrazione si è svolta regolarmente, anche se non sono mancati episodi di contestazione, stavolta più grottesca e patetica che violenta.
E’ il caso del presidente del locale Municipio, venuto a sbandierare la solita “medaglia d’oro” e i valori antifascisti, che dopo la sua sceneggiata provocatoria è stato allontanato, per poi raccontare il giorno dopo di una aggressione che, video alla mano, non c’è stata, convinto peraltro che ai genovesi interessi ancora di una guerra civile finita 80 anni fa.
La solita mafia antifa
Ma è un copione che conosciamo a memoria ormai. Come è il caso del giornalista che invece di porre domande sull’argomento della serata, la Remigrazione, ha tirato fuori la questione dei militanti di CPI condannati a Bari, ha parlato di fascismo, di Costituzione ecc.
Avremmo preferito che sia il presidnete del Municipio sia il coraggioso giornalista avessero dibattuto con noi sulla proposta in essere, anche esponendo critiche e dubbi. Un confronto costruttivo che non c’è stato, un’occasione persa soprattutto per gli antifascisti per far valere le loro idee al di fuori di slogan ed interpretazione delle leggi. Salvo questi episodi, a tratti anche divertenti, la serata si è svolta nella più totale serenità, con una importante presenza di giornalisti locali ed una sala molto affollata.
Prima della conferenza, è stato osservato un minuto di raccoglimento per il patriota francese Quentin, ucciso da un antifascista a Lione; la serata è stata anche dedicata a lui.
E mentre i compagni genovesi degli assassini di Quentin danneggiavano opere pubbliche per protestare contro “il convegno dei fascisti contrari alla Costituzione”, gli effetti dell’immigrazione, clandestina e regolare, riempiono i giornali della cronaca locale dando ragione ai Patrioti di Rete, Casapound, VFS e Brescia ai Bresciani.
Lorenzo Gentile
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