VALERIO ARENARE (MOVIMENTO PATRIA NOSTRA): “OLTRE 45 CANI MASSACRATI TRA LORETO E PORTO RECANATI, NON È FOLLIA MA UN SISTEMA”
Non un gesto isolato. Non un raptus. Un’abitudine.
Tra Loreto e Porto Recanati, nella zona di Scossicci, a pochi metri dall’autostrada, è stato scoperto un vero cimitero clandestino: sacchi neri tra i rovi, carcasse abbandonate, corpi legati, mutilati. I ritrovamenti continuano e il numero ha ormai superato i 45 cani. Questo significa mesi, forse anni, di uccisioni e smaltimenti nello stesso punto. Qualcuno li portava lì con regolarità. Qualcuno passava di lì. Qualcuno sapeva. E l’ironia più amara è che a trovare i corpi non è stato un uomo. È stato un cane addestrato.
Un animale ha fatto quello che una comunità intera non ha fatto: fermarsi, sentire, segnalare. Perché decine di cadaveri non spariscono nel nulla. Odori, movimenti, veicoli, sacchi scaricati sempre nello stesso luogo: impossibile che nessuno abbia visto nulla per tutto questo tempo. Qui non c’è solo un responsabile materiale.
Un silenzio collettivo.
Dov’erano i controlli? Dov’erano le verifiche sul territorio? Dov’erano le campagne educative nelle scuole e nei paesi sul rispetto degli animali? Troppo spesso questi crimini restano cronaca minore. Ma non esiste nulla di minore quando la violenza diventa abitudine.
Sull’accaduto interviene Valerio Arenare del Movimento Patria Nostra (Rete dei Patrioti): “Davanti a una strage simile non bastano più le parole di circostanza. Qui siamo davanti a un fatto gravissimo che denuncia il fallimento delle istituzioni locali e nazionali: controlli assenti, prevenzione inesistente, educazione nulla.
È inaccettabile che per mesi, forse anni, qualcuno abbia potuto scaricare decine di animali morti sempre nello stesso luogo senza che nessuno intervenisse. Ancora più grave è il silenzio di gran parte degli organi di stampa nazionali, che stanno trattando questa vicenda come un fatto marginale quando invece rivela un fenomeno criminale radicato.
Chi ha commesso questi atti deve essere individuato e punito con pene esemplari, ma deve cambiare anche il sistema: servono controlli reali sul territorio, campagne di sensibilizzazione obbligatorie e responsabilità per chi vede e non denuncia. Una società civile si misura da come difende i più indifesi. Oggi quello che è accaduto nelle Marche dimostra che abbiamo ancora molto da cambiare.”
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