Crisi globale, UE unita ma divisa Il peggioramento economico mostra tutte le debolezze del progetto europeista, venduto come risposta ai grandi mutamenti globali che però non solo non riesce a fronteggiare le crisi, ma addirittura le amplifica.
Draghi propone come soluzione “il mercato”, togliendo ogni vincolo al mercato unico ma intervenendo sull’energia e sulle cooperazioni; libertà a targhe alterne dunque, che non tengono conto delle esigenze dei singoli Paesi membri.
E poi arriva Letta, quello dell’Erasmus obbligatorio e degli interventi necessari a ridurre la “polluzione”, anch’egli per un mercato più competitivo per rilanciare la “sovranità europea”, un concetto caro alle destre sociali durante gli anni dei blocchi contrapposti.
Quindi ci si riscopre Europei andando anche ad attingere a quei programmi delle destre radicali della cosiddetta “Europa Nazione”, “Né Washington né Mosca (oggi Pechino)”.
Una Grande Alleanza
Tuttavia andare ad eliminare quei paletti che hanno reso i singoli Pasi europei peculiari, e che nei secoli ne hanno favorito lo sviluppo, temiamo che abbiano come unico risultato quello di rendere il Vecchio Continente ancora più libero per essere terreno di conquista per Statunitensi e Cinesi, cosa peraltro ormai consolidata da anni.
La vera risposta da dare allo zio Sam e al Dragone non è un’Europa unita fondata su retorica e culto dell’euro, ma mostrare una grande alleanza che può farcela da sola senza sottomettere i singoli membri ma traendo forza dalle differenze e persino dalle competitività interne. Le norme europee pertanto non devono sostituirsi a quelle locali, ma essere complementari in un’ottica di vera crescita comune.
Abbiamo visto cosa ha portato la linea seguita ostinatamente da Draghi e dalle varie Von der Layen e Lagarde: perdita di identità culturale, delocalizzazioni, politiche “verdi” senza apprezzabili miglioramenti ambientali, il paradosso del capitalismo così estremo da aver accarezzato persino il socialismo, con la demonizzazione della proprietà privata e la pianificazione dell’economia operata dagli Stati per stare dietro al mercato.
Perché per salvare l’Europa e farla di nuovo grande, dobbiamo eliminare l’Unione Europea.
Lorenzo Gentile
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