TFR cercasi: smarrito tra un comizio e una lezione di morale.
La Cgil ed il TFR perduto. C’è qualcosa di poeticamente ironico nel vedere la CGIL finire impigliata proprio nella rete delle regole che ogni giorno pretende di insegnare agli altri. Una sorta di contrappasso dantesco in salsa sindacale: chi brandisce il codice del lavoro come una clava morale, inciampa… sul TFR.
Sì, proprio quello. Il Trattamento di Fine Rapporto. Quella liquidazione che per qualsiasi lavoratore è sacra, intoccabile, dovuta fino all’ultimo centesimo. Quella per cui si sciopera, si protesta, si accendono i riflettori mediatici. Peccato che, quando a doverlo versare è il sindacato stesso, la faccenda diventi improvvisamente più… elastica. Il risultato? Conti pignorati.
E una vicenda trascinata fino alla Corte di Cassazione. Perché pagare subito sarebbe stato troppo semplice. Troppo lineare. Troppo coerente. Fa quasi sorridere, amaramente, pensare a Maurizio Landini che arringa le piazze contro le ingiustizie del sistema mentre, nel frattempo, il sistema gli bussa alla porta con un atto di pignoramento in mano. È come se il megafono avesse improvvisamente iniziato a trasmettere eco.
Qui non si tratta di un errore burocratico qualsiasi. Si tratta di credibilità. Perché chi pretende di essere faro etico del mondo del lavoro dovrebbe essere il primo a dare l’esempio. Non l’ultimo a regolarizzare. La vera domanda, allora, non è giuridica ma politica: con quale autorevolezza si può puntare il dito contro aziende e istituzioni se, in casa propria, non si riesce a garantire ciò che si rivendica ogni giorno in piazza?
Forse questa non è “l’epica del TFR smarrito”. È la cronaca di un sindacato che, mentre predica diritti, scopre quanto sia complicato praticarli. E, in fondo, la morale è semplice: prima di fare la rivoluzione, conviene controllare l’estratto conto.
Valerio Arenare
Il 2diPicche lo puoi raggiungere
Attraverso la Community WhatsApp per commentare le notizie del giorno:
Unendoti al canale WhatsApp per non perdere neanche un articolo:
Preferisci Telegram? Nessun problema:






































































