L’associazione Fornai Milano in questi giorni ha lanciato l’allarme che il complesso scenario internazionale creatosi in questi ultimi tre mesi e le conseguenze del conflitto in corso tra USA Israele e la Repubblica Islamica dell’Iran, avranno sicuramente delle ripercussioni, anche sull’alimento principe degli italiani, ovvero il pane.
Secondo l’associazione che incorpora i panificatori, ad oggi oltre il 60% sul prezzo finale del pane è dato dal costo energia e del lavoro.
Per l’anno 2026 è previsto un incremento dei costi così ripartito: un aumento del 45% per l’energia elettrica e il gas, un aumento del 25% per la logistica e le consegne e del 20% per il trasporto delle farine.
Quindi lo scenario che si sta verificando con il nuovo conflitto in corso, e con i costi energetici e dei carburanti fuori, porterà ad una impennata del prezzo del pane mai vista, facendolo diventare da bene primario a bene di lusso.
L’auspicio è che per mantenere calmierato il prezzo non si usino materie prime scarse, come ad esempio farine di dubbia provenienza o farine d’insetto, il tutto a scapito del consumatore finale.
Paolo Ornaghi
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