Oggi alle ore 12.00 sono state consegnate le 150.000 firme per sostenere la legge di iniziativa popolare del Comitato Remigrazione e Riconquista. Si tratta della conclusione del viaggio iniziato a inizio 2026 che ha portato la campagna in tutte le piazze italiane e che è culminato con la grande manifestazione di Roma del 13 Giugno.
Abbiamo raggiunto Salvatore Ferrara, VicePresidente del Comitato Remigrazione e Riconquista per farci raccontare la giornata.
Ferrara, 150.000 firme – il triplo delle necessarie – centinaia di banchetti in tutta Italia, presidi, manifestazioni e soprattutto il Corteo di Roma che è stato il più partecipato degli ultimi 40 anni. Soddisfatti?
Adesso che è finita la campagna di raccolta firme posso dire che si, siamo veramente soddisfatti del lavoro fatto. E’ stato uno sforzo enorme mettere in moto la macchina organizzativa ma – lo so che l’ho già detto in altre occasioni – è meraviglioso vedere quali risultati si possono ottenere quando le forze sono unite verso un unico obiettivo.
Abbiamo messo sul campo una magnitudo importante e cercato di raggiungere più persone possibili. Sui social abbiamo avuto un grandissimo ritorno in termini di visibilità così come sul campo con i vari banchetti in piazza. Non mi concentrerei troppo sul numero finale quanto sull’opportunità di aver ingaggiato gli italiani su una tematica derimente che li tocca da vicino.
Se i media non ci avessero ostacolato in ogni modo avremmo raggiunto un numero di gran lunga maggiore di sottoscrittori.
Adesso cosa succede alla proposta di legge?
Adesso la palla passa ai deputati. Nelle prossime settimane invieremo una mail ufficiale e pubblica a tutto il parlamento con la richiesta di dare seguito alla proposta di legge e di metterla in calendario per la discussione.
La comunicazione verrà inviata a tutti i deputati e ci aspettiamo che coloro che cavalcano la linea della sicurezza, della tolleranza zero e della preferenza nazionale abbiano il coraggio di metterci la faccia con i colleghi dell’emiciclo.
Se questa cosa non succederà allora sapremo che per l’ennesima volta i deputati hanno tradito le istanze più sane del popolo italiano.
Questa parte del viaggio è finita. Con il senno di poi rifarebbe tutto o ci sono cose che potevano essere fatte meglio?
Abbiamo fatto il necessario per portare in parlamento la proposta di legge. L’obiettivo era chiaro dal giorno uno e tutti gli sforzi messi in campo ci hanno portato a meta.
Detto questo come ogni prototipo ci sono sempre cose da affinare o parti che alla prova dei kilometri vanno ripensate però – per restare sul paragone automobilistico – motore, cambio e trasmissione sono solidi e affidabili dunque per il futuro del comitato non prevedo grossi cambiamenti a livello organizzativo.
Io, Luca e gli altri abbiamo fatto il giro d’Italia per presentare la proposta, ci siamo sgolati ai comizi, abbiamo percorso kilometri di cortei megafoni alla mano.
Redazione








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