Debutta Emma, l’intelligenza artificiale italiana lanciata ufficialmente il 20 giugno da Egomnia S.p.A. “E un modello sperimentale”, si difende su X il creatore Matteo Achilli, visto che in rete ha suscitato non poca ilarità.
Testata da diversi utenti, più di 50 mila secondo l’azienda, ha dato risposte a completamente sbagliate, senza senso o svianti, con una lentezza nell’iterazione disarmante.
Alcuni esempi: da date a definizioni sbagliate, risposte non corrette alle tabelline, confusione sui politici e via dicendo, sino ad arrivare ad affermare che un chilo di pane pesa di più di un chilo di piume, che un cane può volare, e che è salutare bere un litro di acido di una batteria di automobile.
Emma è scivolata anche su domande pericolose come regalare un’arma ad un bambino, o se è legale fare sesso con una bambina di 9 anni.
L’IA nostrana ha risposto di SI a entrambe le domande.
Insomma, un flop totale, presentata in pompa magna come un modello di elevata capacità di comprensione e di ragionamento, un modello di sovranità tecnologica, tanto che dopo 24 ore dal suo debutto è stata messa in off-line, con la scusa che il suo debutto era solo per una finalità esplorativa e sperimentale.
Se questa è la risposta nazionale alla sfida globale dell’IA la strada è ancora lunga e siamo davvero molto distanti dai modelli AI di oltreoceano.
Paolo Ornaghi
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