Il valore e la misura dell’eroe
La Medaglia d’Oro al Valor Militare (abbreviato MOVM) è il massimo riconoscimento del valore di un uomo in armi e viene concessa per atti di eroismo. Tale decorazione che eleva il soldato all’onore pubblico induce il decorato ad assumere un comportamento improntato a riservatezza e sobrietà per non svalutare quel riconoscimento riservato agli eroi per cui come chiosa Chesterton «È l’uomo umile che fa le grandi cose, è l’uomo umile che fa le cose audaci.» Si tratta di una condizione di superiorità, guadagnata sul campo, che ti induce non solo a non sbracare, ma anche ad evitare comportamenti suscettibili di essere fraintesi o che diano da intendere di essere un vanesio o un parolaio o, peggio ancora, un sicofante.
L’etica e la responsabilità della decorazione
Questo è il rischio per chi è dimentico dell’ontologia e dell’etica corrispondente alla decorazione guadagnata con un atto di eroismo, perché quell’atto audace e valoroso ha proiettato quel soldato in un ambito di qualità umana così elevato che non può e non deve essere né macchiato né cancellato, e in forza di quella virtù riconosciuta e coram populo sancita, viene dato per scontato che quell’atto più o meno lungo di valore si estrinsicherà in ogni ambito della vita futura della MOVM… e si dà quindi per acquisito che egli si comporterà in maniera tale da non inficiare il suo riconosciuto valore di uomo in armi.
L’eredità dell’umiltà e l’esempio vissuto
In pratica è inimmaginabile che una MOVM possa essere vanesia, parolaia o, peggio mi sento, sicofante, e ha il dovere di non lasciare planare il dubbio di esserlo. Ed è per questo che tutte le MOVM che ho conosciuto durante le cerimonie in cui erano chiamate a testimoniare con la loro presenza il valore dei reparti schierati in armi, avevano quell’impronta di umiltà, riservatezza e sobrietà che appartiene a chi i limiti del valore li ha superati per davvero ed è tornato, come ha vergato D’Annunzio, «… con in mano la sementa da gittar nel solco avaro» proprio come gli eroi che non si perdono in futili chiacchiere avendo attraversato quello che molti non hanno avuto il coraggio di attraversare.
Corrado Corradi
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Con il solo indossare il Basco Amaranto mi costringevo ad un’aumentata personalità nel rispetto di chi mi aveva preceduto, di chi mi accompagnava e di coloro che verranno.
Bellissimo l’articolo. Spero che il Monumento taccia per rispettare se stesso, nel rispetto di chi lo ha preceduto e di chi, spero pochissimi, verranno.