L’antifascismo uccide ancora, questa volta in Francia: in fondo all’articolo il video
In data 13 febbraio 2026, la città di Lione è al centro di un grave episodio di violenza politica che ha coinvolto militanti identitari e antifascisti.
Quentin, un giovane militante identitario di 23 anni, è deceduto a seguito di un’aggressione avvenuta la sera del 12 febbraio. Diverse fonti indicano che il giovane sia in coma a causa di un’emorragia cerebrale.
I fatti dell’aggressione
L’incidente si è verificato a margine di una conferenza tenuta dall’eurodeputata di La France Insoumise (LFI), Rima Hassan. Secondo quanto riportato da “Le Figaro”, Quentin faceva parte di un servizio di sicurezza informale per il collettivo Némésis. Le militanti di Némésis si erano presentate per contestare l’evento, portando a scontri iniziali con attivisti antifascisti.
Stando ai primi reportage, Quentin sarebbe caduto a terra durante uno scontro, ricevendo numerosi calci una volta al suolo. Trasportato d’urgenza in ospedale per un’emorragia cerebrale.
Le testate “Le Progrès” e “Le Dauphiné Libéré” confermano la pista di una rissa tra gruppi di sinistra e destra, con gli antifascisti affiliati alla sigla “Jeune Garde” – un gruppo dissolto nel 2025 per ragioni di ordine pubblico – indicati come possibili responsabili. Alice Cordier, fondatrice di Némésis, ha dichiarato: “È stato linciato dagli antifascisti della Jeune Garde. Le lesioni sono troppo gravi”. Un testimone oculare ha riferito di aver visto “una trentina di giovani che si sono azzuffati, diversi dei quali incappucciati o mascherati”.
Il contesto politico
La conferenza di Rima Hassan, figura controversa per le sue posizioni pro-palestinesi, ha attirato tensioni preesistenti tra collettivi antifascisti e militanti identitari. Il gruppo identitario di Némésis, ha denunciato aggressioni a cinque sue militanti, tra cui una giovane di 19 anni “trascinata a terra nel tentativo di strangolarla”, come documentato da un video diffuso sui social.
Un post su X (ex Twitter) identifica Jacques-Élie Favrot, collaboratore parlamentare del deputato “LFI” Raphaël Arnault, come presente tra gli antifascisti coinvolti: “Faceva parte dell’orda di antifascisti che hanno massacrato a morte Quentin D.”. Tale affermazione, tuttavia, richiede verifiche ulteriori, in quanto non confermata.
Le Indagini e le prime reazioni
La polizia di Lione ha aperto un’inchiesta per “violenze aggravate”, confermando due feriti, uno dei quali in gravi condizioni. Non sono stati effettuati arresti, e le circostanze rimangono fumose, come sottolineato dal giornale “Le Progrès”.
ANTIFA francesi hanno assassinato un giovane nazionalista che forniva sicurezza al Collectif Némésis, una associazione che si batte per migliorare la sicurezza delle donne francesi in pubblico.






































































