Canada, Tumbler Ridge secondary school: 10 morti e 25 feriti è il bilancio della strage compiuta da Jesse Strang, il killer diciasettenne transgender, autore dell’ennesima strage a scuola.
Non è il primo caso di killer transgender nel continente Nord Americano e, con tutta probabilità, non sarà nemmeno l’ultimo. Interrogarsi su quale sia l’innesco che fa esplodere una rabbia consapevolmente assassina in questi ragazzi è una missione a dir poco complicata se non impossibile.
Affetti da una da una condizione per cui l’identità di genere non trova corrispondenza con il sesso biologico, che coinvolge un percorso di transizione psicologico, sociale o medico, può certamente causare un disagio clinico che, se non risolto, potrebbe degenerare in qualcosa di estremamente pericoloso.
La convinzione di essere nati in un corpo sbagliato, di sentirsi a disagio in ciò che è si è per natura, è un problema psicologico e psichiatrico, prima ancora che fisico o sociale.
Non sappiamo cosa si annidi nella mente di questi ragazzi e ragazze, non ne conosciamo i meccanismi, i processi mentali, ma fomentare invece che curare queste “patologie” si rivela essere la via direttissima per innescare una violenza assassina imprevedibile che culmina nella maggioranza dei casi con l’omicidio/suicidio.
Cristian Borghetti
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