Seguendo l’esempio di altre città olandesi, anche la capitale Amsterdam vieterà la pubblicità della carne. Il motivo, neanche a dirlo, sarebbe quello di incentivare stili di vita “sani” e di ridurre le famigerate emissioni che, nel caso della carne, costituiscono il 60% di tutte le emissioni del settore alimentare.
Il divieto entrerà in vigore il prossimo 1° maggio e ne saranno esclusi solo i negozi, che potranno pubblicizzare la carne esclusivamente al loro interno. L’obiettivo raccomandato dal Consiglio Sanitario olandese è quello di aumentare la base vegetale dell’alimentazione dei cittadini, passando dall’attuale 40% ad almeno il 60%.
Senza entrare troppo in questioni nutrizionistiche, ci limitiamo a ricordare che la carne, se assunta con moderazione, non è quel male assoluto descritto da certa propaganda vegana, essendo una fonte preziosa di proteine ad alto valore biologico, zinco e vitamina B12, fondamentali per il sistema immunitario, un aiuto per la formazione dei globuli rossi, per il metabolismo energetico, per la salute muscolare, per l’elasticità cutanea.
Il divieto ad Amsterdam sarà limitato alla pubblicità della carne per il solo uso alimentare e dunque non condizionerà l’esposizione in vetrina di carne umana, destinata ben altri impieghi, che caratterizza il celebre quartiere a luci rosse…
Così come non è esattamente alimentare l’utilizzo di vegetali per cui la capitale olandese è famosa nel mondo. Cannabis e tartufi allucinogeni sono soggetti ad una politica di tolleranza (gedoogbeleid), per cui possono essere tranquillamente commercializzati e consumati nei coffee shop muniti di regolare licenza, partendo dal principio che la vendita di piccole quantità di droghe leggere per uso personale sia causa di un minore rischio sociale e per la salute rispetto al consumo ed alla vendita delle droghe pesanti.
Ma la cannabis, giusto per citare lo stupefacente leggero più diffuso, non è esattamente la panacea di tanti mali descritta dai suoi entusiasti consumatori. Produce infatti danni significativi al cervello (problemi di memoria, deficit cognitivi, maggiori rischi di psicosi), malattie respiratorie (bronchiti, rischio cancro), disfunzioni sessuali, problemi cardiovascolari, oltre che una forte dipendenza.
Insomma, forse i salutisti olandesi farebbero meglio a promuovere il consumo di qualche bistecca in più e di qualche canna in meno…
Raffaele Amato
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