Arrestato a Milano un senegalese di anni 23, reo di aver aggredito tra agosto e ieri l’altro almeno 7 donne.
Gli inquirenti indagano su eventuali aggressioni mai denunciate dalle vittime.
Arrivato in Italia nel 2017 come rifugiato, grazie alla benevolenza delle politiche favorevoli all’immigrazione ed alla volontà di imbastardire e fiaccare le genti europee, viveva senza fissa dimora ed ha accumulato negli anni innumerevoli precedenti.
Fermato e fotosegnalato dalle forze dell’ordine per più di 43 volte usando ben 11 nomi diversi per sfuggire ai controlli e, prima di arrivare a luglio a Milano, aveva collezionato una serie di reati come percosse, minacce e porto abusivo di vari oggetti idonei a offendere, persino ad una rapina alla stazione ferroviaria di Roma.
Le aggressioni, come detto sono avvenute a scapito solamente di donne con calci e pugni, aggressioni casuali, senza alcun pregresso tra le vittime e l’aggressore.
Il senegalese ora è in custodia, detenuto nel carcere di San Vittore con l’accusa di lesioni aggravate e continuate.
Vien da chiedersi cosa ci facesse sul suolo italico, un personaggio del genere da così tanto tempo, passando le proprie giornate bighellonando in giro senza meta, spesato dallo stato con i nostri soldi, vivendo solo di espedienti e senza alcuna forma di riconoscenza verso chi lo ha accolto.
Il vero problema che di questi loschi figuri ne è piena l’Italia e che, appunto grazie alla benevolenza di ONG e di varie organizzazioni pseudo-umanitarie che con la scusa dell’ospitalità stanno destabilizzando la penisola.
Paolo Ornaghi
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