Da sabato appena scorso, Bologna, al parco del Velodromo, esibisce un nuovo monumento in memoria di Norma Cossetto. E, assieme a lei, in ricordo di tutti coloro i quali hanno pagato con la vita, vittime del Comunismo italo-sloveno, l’esser stati italiani fino in fondo.
E’ un’installazione semplice e profonda al tempo stesso: una panchina tricolore in mezzo a un’oasi di verde urbano, arricchita da una piccola targa commemorativa. Non un oggetto da guardare, ma in cui sedersi, magari per meditare sulle sofferenze di tanti nostri connazionali, ma anche e sopra a tutto sul coraggio di quelle donne e di quegli uomini e sul loro orgoglio nazionale indistruttibile.
Giochi curiosi e affascinanti del destino: poche ore prima della cerimonia d’inaugurazione, uno dei più leggendari campioni sportivi della ex-Jugoslavia, il serbo Novak Djokovic, aveva dichiarato: <L’italia è il paese più importante nella storia dell’umanità>. Uno splendido omaggio che ha reso ancor più significativa la giornata dedicata alle innumerevoli vittime del croato Josip Tito e dei suoi complici, anche nostrani.
Per tutto ciò, Bologna deve ringraziare una persona, se non esclusivamente, quasi: Antonio Turchitto, consigliere circoscrizionale del Porto-Saragozza, già militante del Fdg, ora in Fratelli d’Italia. Partito, quello dei “meloniani”, i cui dirigenti locali si sono affrettati a partecipare all’inaugurazione della “panchina tricolore”, pur non avendo sostenuto il proprio consigliere, per la realizzazione di questo progetto, con la stessa smania messa in campo per farsi fotografare al Velodromo.
D’altro canto, la Sinistra cittadina ha fatto pure peggio. Non solo tentando velatamente di ostacolare e procrastinare l’approvazione dell’ordine del giorno con cui è stato dato il via libera all’iniziativa, ma disertando quasi al gran completo l’evento di sabato, dove hanno brillato per assenza il sindaco e tutti gli assessori. A dimostrare fisicamente la presenza delle istituzioni cittadine, solo il presidente del Quartiere, Lorenzo Cipriani, il quale, in tutta verità, ha sempre sostenuto e appoggiato l’iniziativa di Turchitto, con onestà intellettuale e politica e con lealtà istituzionale.
Adesso, c’è da sperare solo che i soliti cretini dell’estremismo rosso locale non vandalizzino la “panchina tricolore” come più volte hanno fatto con la targa che intesta a Norma Cossetto un piccolo giardino in via Guelfa e che lo spazio del Velodromo, ben più ampio ed esteticamente adeguato, possa diventare la sede permanente delle annuali celebrazioni del Giorno del Ricordo e, in questo modo, luogo di preservazione perenne della locale memoria condivisa e comunitaria delle tragedie degli italiani di Istria, Dalmazia, Fiume e Trieste. Un vero e proprio parco della Italianità più sentita e profonda.







































































Complimenti per i contenuti dell’articolo e per come sono stati espressi. E anche per la critica! L’auspicio è che il tema del rispetto sia ascoltato e tutelato e che pure la critica serva a svegliare le anime!
Riposa in Pace Norma.
Riposate Tutti Voi Caduti per le mani maledette titine e/o comuniste ….