L’attentatore doi Modena, Salim El Koudri, a quanto si apprende dalla stampa di questi giorni, è un ragazzo disadattato, per quanto laureato, il quale, senza istinti discriminatori verso nessuno e senza premeditazione, domenica, mentre circolava in auto, colto da un raptus, si è lanciato sulla folla.
L’idea che si è data di questo giovane è quella di un disadattato, forse senza arte né parte, con la famiglia lontana e qualche rotella fuori posto o persa chissà dove e chissà quando.
Poi, succede che qualcuno va in un noto esercizio commerciale di San Lazzaro. Anzi, non proprio un negozio, ma uno di quei posti dove si vendono oggetti, ai quali – come si usa dire adesso – i proprietari hanno deciso di dare “una seconda vita”.
Così, girellando in cerca di occasioni, parlando coi gerenti, salta fuori che, almeno a loro, El Koudri era noto ben prima che tentasse di stritolare quanti più modenesi possibile sotto le ruote della sua auto. Per altro, lo ricordano sgomenti, in queste ore, proprio per la puntualità e l’efficienza con cui guidava, trasportando per loro materiali venduti o acquistati dal negozio. Una persona normalissima, almeno ai loro occhi, della quale tutto si sarebbe potuto immaginare, tranne quel che è accaduto sotto la Ghirlandina.
Una persona tutt’altro che disagiata e, per di più, già sposata e padre di due figli.
Possibile mai, una cosa del genere? Possibile che a San Lazzaro abbiano conosciuto un El Koudri tanto diverso da quello di hanno parlato tutte le televisioni e tutti i giornali? No è possibile che si tratti solo di uno scambio di persone, di un equivoco? No, no, i proprietari del negozio sono sicuri di parlare della stessa persona, precisando anche d’aver saputo che la moglie e i figli si sarebbero già allontanati dalla loro abitazione, temendo ritorsioni e anche solo pubblicità poco gradita.
Se, però, il racconto di questi sanlazzaresi dovesse trovare conferme, sarebbe da chiedersi a che fine sia stata fornita all’opinione pubblica un’immagine tanto diversa dalla effettiva realtà, di questo omicida che, forse, non è proprio così pazzo come lo si vorrebbe dipingere. Questioni di sicurezza nazionale? Ridimensionamento al fine di evitare fenomeni emulativi? Capirci qualcosa, in questa storia che sembrerebbe assolutamente e tragicamente trasparente, sembra sempre più complicato.






































































