Non è più solo cronaca nera, è il grido di dolore di una civiltà che sta affogando nel degrado. Mentre scriviamo, la piccola Rosy combatte con le unghie e con i denti per non morire, straziata da una ferocia inaudita in un parco della Capitale. I responsabili morali e materiali di questo scempio appartengono alla galassia criminale degli spacciatori extracomunitari che ormai padroneggiano indisturbati nelle nostre strade, trasformando i nostri quartieri in zone franche di morte e perversione.
L’orrore ha un nome e un’origine
I fatti non lasciano spazio a interpretazioni buone per il politicamente corretto. Rosy è stata vittima di individui senza morale, senza scrupoli e senza un Dio, che hanno importato nel cuore dell’Italia una bestialità tipica di contesti degradati che non ci appartengono. Chi entra nel nostro Paese per spacciare morte e sfogare istinti sadici su creature indifese non ha diritto di cittadinanza, né di asilo, né di comprensione. Mentre la gattina lotta per ogni respiro in una clinica veterinaria, noi abbiamo il dovere di dare voce al suo dolore.
Contro il buonismo complice
Ancora più grave della violenza stessa è il silenzio assordante di chi tenta di minimizzare. Condanniamo con sdegno tutti coloro che, per difendere un’ideologia fallimentare, cercano di giustificare o nascondere l’identità di chi delinque. Chi difende questi criminali extracomunitari si rende complice della loro prossima vittima. La storia insegna: chi oggi tortura un animale indifeso, domani non avrà remore a colpire una donna o un bambino. Se importiamo il Terzo Mondo senza regole, Terzo Mondo diventiamo.
Remigrazione: l’unica soluzione possibile
Non possiamo più permetterci il lusso della tolleranza verso chi calpesta le nostre leggi e la nostra etica millenaria. Chiediamo la bonifica immediata di tutte le piazze di spaccio in mano alla criminalità straniera. Chiediamo la remigrazione forzata per chiunque si macchi di reati violenti o legati al narcotraffico.
L’espulsione non è più un’opzione, è una necessità di sopravvivenza. Chi non rispetta la vita non merita di calpestare il nostro suolo.
Forza Rosy, non mollare! Per la tua vita e per la nostra civiltà, esigiamo giustizia e pulizia.
Valerio Arenare
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