Dalla passeggiata al mercato al Presepe Vivente: piccoli atti di ribellione per restare custodi della nostra terra.
Radici contro globalizzazione
In una società sempre più monopolizzata dal modello a stelle e strisce e dalle agenzie di viaggi che vorrebbero imporci la cultura delle “querce senza radici” — e quindi tutto ciò che si può racchiudere in globalizzazione e consumismo — riporre la propria “spada nella roccia” del luogo in cui viviamo è il primo atto di dovere. Ognuno di noi è chiamato ad adempiere a questo compito nei confronti della propria terra, del proprio borgo e della propria cittadina.
Quanto è importante la valorizzazione dei piccoli centri e dei territori? Il territorio è tutto ciò che permette lo sviluppo; a farci da testimoni sono i contesti storici che hanno visto piccole realtà divenire fautrici di grandi conquiste.
L’economia del mercato e il valore della prossimità
Per questo motivo è assai nobile e rimarchevole continuare a preferire una passeggiata al mercato il sabato mattina (dove anche la qualità dei prodotti alimentari è spesso una garanzia) rispetto alla domenica pomeriggio nel mare di persone di un centro commerciale, fautore della distruzione dell’economia locale e delle piccole imprese territoriali.
Allo stesso modo, dal punto di vista spirituale, è appagante per l’anima partecipare o assistere al Presepe Vivente durante il periodo natalizio, preferendolo a un film in smart TV che vede protagonisti attori hollywoodiani in maglioni rossi e verdi, ornati dalle renne di Babbo Natale.
Custodi della luce nelle tenebre
In un mondo digitalizzato e ormai lontano dagli usi e dai costumi previsti dalla tradizione, è fondamentale saper scegliere. Siate custodi (piuttosto che semplici conservatori) della luce che brilla nelle tenebre. Solo attraverso il presidio fisico e culturale del nostro spazio vitale possiamo impedire che l’identità venga sommersa dall’omologazione imperante.
Manuel Zavaglia
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