Il senatore Marco Lisei, presidente della commissione parlamentare sul Covid, ha dichiarato: <E’ il momento di riabilitare i no-vax, avevano ragione ad aver paura di vaccinarsi>. Questa frase è stata accompagnata da un’ulteriore considerazione, secondo la quale bisognerebbe smetterla – sui giornali e nelle aule istituzionali – di criminalizzare chi ha rifiutato di farsi inoculare il siero anti-covid, smettendo di criticare il governo che ha cancellato le sanzioni a loro carico.
Tutto giusto, almeno questa volta, tranne il sostantivo.
Chi si è alzato in piedi contro gli allora “dittatori sanitari” non lo ha fatto per paura, perché preda di un eguale – seppur contrario – sentimento irrazionale verso un liquido, propagandato per miracoloso e, in verità, spesso inutile quando non addirittura dannoso.
Chi ha rifiutato la vaccinazione; chi ha scelto di non farsi schedare col “green-pass”; chi è sceso in piazza per rivendicare la proprietà del proprio corpo e il diritto di muoversi e vivere liberamente nella sua città lo ha fatto per coraggio. Bisogna aggiungere: per consapevole coraggio. Quello che manca ancora alla politica, anche a quella parte del governo, la quale, pur avendo contribuito a far emergere la verità, tarda a trarre le conclusioni definitive che dovrebbero essere tratte da tutta quella vicenda.
Se “Giuseppi” Conte o qualche suo amichetto hanno lucrato sulle mascherine, ben vengano le denunce e i processi, ma non sarebbe stato certo quello lo scandalo peggiore da far emergere in tutta la sua dimensione. Dal Parlamento e dallo Stato è lecito aspettarsi, a questo punto, provvedimenti seri a favore di coloro i quali – e sono tantissimi – hanno subito danni, a causa del siero, senza costringerli all’ulteriore umiliazione di lunghe e penose cause giudiziarie.
Tornando, però, a quanti hanno resistito alle pressioni e alle minacce, in quei tristi mesi della nostra storia recente, è auspicabile, appunto, che si riconosca pubblicamente che essi hanno avuto semplicemente la coscienza di rifiutare non un “vaccino”, ma la somministrazione sperimentale di un medicinale – perché questo dato è emerso chiaramente dalle carte della commissione -, senza che le aziende produttrici fossero in grado – anzi, si sono proprio rifiutate di farlo – di garantirne gli effetti benefici e di prevederne tutte le possibili contro-indicazioni. E non ci voleva chissà quale intelligenza o scienza, per capirlo: sarebbe bastato – ed è bastato, almeno per una nutrita minoranza – ragionare le cose per quelle che erano.
La questione attuale, per altro, non è smettere di criminalizzare i “no-vax”. Come tutte le cose, infatti, anche questa è stata gettata nel “dimenticatoio” pubblico. Chi si ricorda più delle manifestazioni, delle manganellate di Trieste, della Polizia comandata a cacciare persone per la strada, con una solerzia mai pretesa nemmeno per gli spacciatori, i rapinatori o i mafiosi? Tutti sembrano aver dimenticato i mesi chiusi in casa, a parte coloro, ovviamente, che hanno pagato le conseguenze della loro inflessibile rivendicazione all’autodeterminazione.
Oggi è venuto il momento di portare alla gogna, se non alla sbarra, chi aveva dichiarato solennemente che, rifiutandosi di inquinare se stessi, avrebbero ucciso gli altri, i parenti, gli amici, i vicini di casa. Premier, ministri, veri o sedicenti scienziati tutti uniti nel commettere – loro sì – un gravissimo crimine ai danni della comunità nazionale.
Le eventuali scuse, per gli insulti e le angherie subite, potranno certamente far piacere, a chi ne ha dovuto sopportare il peso; ma se nessuno fosse chiamato a rispondere pubblicamente non solo degli eventuali illeciti profitti ricavati dalla gestione della Pandemia, ma proprio della Pandemia stessa, significherebbe che nulla è stato imparato, da quella vicenda, e che il sistema occulto che, al bisogno, può sottomettere un intero popolo – anzi, interi popoli – l’avrebbe fatta franca, potendo confidare di ripetere, un domani, quanto sperimentato nel 2020-21.
Se la politica o, quanto meno, una parte importante di essa, ha capito le ragioni di chi si è opposto allo scempio dei diritti, e della ragione consumato nemmeno un lustro addietro, deve dimostrare ora di avere lo stesso coraggio che hanno avuto moltitudini di cittadini allora, facendo piena giustizia non solo sotto il profilo “morale”, ma chiamando i responsabili e i complici di quella “operazione sociale” – come è stata definitiva da un autorevole quotidiano americano – a caricarsi sulle spalle e pienamente il peso delle loro colpe.







































































ERANO GIÀ 20 ANNI CHE A DAVOS VENTILAVANO I DOMINARE IL MONDO CON LA PAURA.E’ IL VECCHIO DELIRIO DI ONNIPOTENZA. TRANSUMANESIMO? SOPRATUTTO DECIMAZIONE. DITTATORI ,SERVIZI SEGRETI, PRESIDENTI AMMALATI, GUERRE PROCURATE, STERMINI E ARMI. PAURE E ODIO. I MILIARDARIA PAZZI E DEMONIACI NON ANNO RELIGIONI. SONO OVUNQUE. SONO LORO IL VERO PROBLEMA. MEDITAZIO GENTILI……