Ah, Milano! La città dove l’acqua termale risolverà tutti i nostri problemi. Certo, perché chi ha bisogno di piste ciclabili sicure, trasporti pubblici efficienti e aria respirabile quando può crogiolarsi in una piscina termale?
Finalmente, dopo anni di attesa, le gloriose scuderie De Montel rinascono a nuova vita, trasformandosi in un tempio del benessere. Addio cavalli, benvenuto idromassaggio e tisane detox! I “milanesi” monopattino e risvoltini non vedono l’ora d’immergersi in quell’acqua miracolosa, estratta dalle viscere della terra a ben 396 metri di profondità. Chissà, forse le proprietà curative faranno dimenticare il traffico infernale che li aspetta all’uscita e renderanno meno fastidioso l’incontro scontro con i maranza del Gratosoglio o del Corvetto.
Si magnificano i 16.000 metri quadrati di spazi relax, le dieci piscine termali e le aree wellness, come se Milano fosse una città priva di luoghi di svago. Si esalta la “rinascita del termalismo”, come se l’acqua termale fosse la panacea per tutti i mali della modernità.
E poi, si parla di “accessibilità popolare”, con la promessa di tariffe scontate e promozioni stagionali. Ma chi crede davvero che un parco termale di lusso possa essere alla portata di tutti?
Invece di celebrare questa ennesima iniziativa elitaria, forse sarebbe il caso di ricordare che Milano ha bisogno di soluzioni concrete ai suoi problemi reali. Un parco termale, per quanto bello e rilassante, non risolverà il traffico, non ridurrà l’inquinamento e non garantirà la sicurezza dei cittadini.
Ma a questo dovrebbe pensare la giunta comunale, la più “sinistra” che ci sia; non vogliamo certo caricare Terme & SPA Italia di compiti che non le competono
Il business in fondo è l’unico privilegiato nella Milano dei sogni del sindaco Sala, vero incubo per chi invece deve viverla o lavorarci senza essere della genia dei calzini arcobaleno.
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