Il 3 gennaio Militia Christi ricorda la morte del Generale Qasem Soleimani, ucciso in un attentato terroristico statunitense a Baghdad in questo giorno del gennaio 2020.
Ma esattamente sei anni dopo siamo stati travolti da avvicendamenti di inaudita e sconcertante gravità che hanno richiesto tempo per esprimere una posizione più olistica. Sarebbe forse agevole affermare di non scegliere uno schieramento tra il Venezuela bolivariano e gli Stati Uniti d’America.
Abituati da lunghi anni alle scelte scomode
La narrazione mediatica vigente in Europa, fa risultare altrettanto comoda la scelta di non schierarsi in merito alle vicende iraniane dopo il degenerarsi (eterodiretto) delle proteste per il carovita principiate dai bahzari di Teheran. Ma la militanza cattolica non ama i posizionamenti comodi e agevoli.
Non vi può essere dubbio alcuno tra chi (usando una formula molto in voga in questi anni) aggredisce e chi è aggredito; non vi possono essere tentennamenti sul riconoscere il ripetersi di un copione da gangster che ha caratterizzato mezzo secolo di politica estera statunitense. statunitense.
La Pax americana la conosciamo bene
Non possiamo esimerci dal denunciare la volontà di affondare due stati che, nell’intermittente silenzio della comunità internazionale, hanno fatto qualcosa contro il genocidio in atto a Gaza.
Il futuro che gli Stati Uniti vogliono per il Venezuela (dove l’aborto e l’ideologia LGBTQ non trovano spiragli nell’assetto legislativo) è quello della sottomissione, della privatizzazione rapace e dell’adattamento alla cultura (anti)bioetica dell’individualismo liberale che si autodefinisce “progressista”.
Parimenti, il nostalgismo monarchico e gli slogan “femministi” celano la volontà di inibire l’azione di contrasto dell’espansionismo regionale sionista svolta dall’Iran in questi anni.
Nel nome di Soleimani
Anni in cui l’Iran ha combattuto anche il terrorismo salafita e la destabilizzazione del Levante. Noi ci schieriamo dunque.
Lo dobbiamo al generale Qasem Soleimani, difensore dei cristiani di Siria ed Iraq; al sergente Yoicar José Brito, uno dei 23 ufficiali venezuelani (a fronte di 80 morti totali, fra cui diversi civili) massacrati dalla Delta Force mentre cercavano di impedire il rapimento del loro presidente; lo dobbiamo alla giustizia ed alla verità di fronte alle tante menzogne di questa guerra mondiale a pezzi.
Lorenzo Roselli
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