Errare è umano, ma perseverare è veramente diabolico.
Luciferino se si considera la reiterazione e la pervicacia di comportamenti di fatto inutili se non improduttivi, dannosi e pericolosi per tutta L’Europa e l’Occidente
Stiamo parlando di un approccio fazioso e ipocrita con il quale una Unione Europea prona ai diktat Usa, supinamente subisce sulla propria pelle i danni di politiche internazionali assurde e contrarie ai propri interessi (oltre che al diritto internazionale).
Un lettore meno superficiale e conformista potrebbe e dovrebbe rivalutare le scelte geopolitiche di Europa e Italia se semplicemente rileggesse gli eventi odierni con la cartina di tornasole della storia recente.
Una lente imparziale ed anche pragmatica imporrebbe di mettere sotto diversa luce, traendone conseguenze inevitabilmente diverse se non diametralmente opposte, il ruolo, l’impegno e la funzione di Hezbollah.
Il movimento di resistenza militare libanese scita e filoiraniano, a differenza di quello sunnita di Hamas (foraggiato dal Qatar, di fatto sponsorizzato dal pavido Onu, paradossalmente incoraggiato dagli Usa e persino tollerato consapevolmente da Israele), ha tutt’altra genesi ed ha avuto una evoluzione per molti aspetti inattesa ma non sottovalutabile.
Guerra in Siria
Ma la vera chiave di volta nel complesso e levantino scacchiere medio orientale è stata la guerra in Siria, sin dal 2013/2014, che ha trasformato il “Partito di Dio” in un attore militare regionale a 360° e in un arbitro assoluto della politica in Libano.
E in questo contesto la chiave di volta è stata la battaglia di Qusayr durante la guerra civile, che ha visto la riconquista strategica della omonima cittadina occupata dagli jihadisti, aperto la strada per la riconquista di Homs e si è conclusa il 5 giugno 2013 con una vittoria governativa siriana completa.
I c.d. ribelli (in realtà fanatici tagliagole terroristi) hanno perso l’iniziativa e, per la prima volta dal 2011, sono stati costretti a cedere ampie zone di territorio ad Assad e i suoi determinanti alleati.
Senza indugiare oltre in altre tappe militari ed analogamente determinanti, quello che conta rimarcare, soprattutto oggi alla luce dei nuovi eventi, è che, a differenza di quanto la vulgata dei media occidentali cela e stravolge ad uso e consumo dei disegni “perversi” della Nato (quindi americani), Hezbollah è stato un alleato esperto, affidabile e imprescindibile nell’arrestare l’Isis e ridurre ai minimi terzi Califfato criminale di Daesh.
In altre parole, altri sono i nemici dell’Europa, e soprattutto non lo è, e non lo è mai stato da almeno 11 anni, il movimento Scita, che dovrebbe per converso essere trattato, quantomeno strategicamente e pragmaticamente, come un cobelligerante ed alleato, in quanto portatore di interesse sovrapponibili se non uguali ai nostri.
La storia si ripete
E la storia si ripete tragicamente, mentre assistiamo alla mattanza palestinese da parte di IDF (le truppe di Netanyahu che stanno radendo al suolo un intero Paese occupato e segregato, sterminando una intera generazione di uomini, ma soprattutto donne e bambini).
La attenzione è tutta riversata, tra Gaza, Cisgiordania e sud del Libano e come per miracolo, distolta la attenzione dalla martoriata Siria, le armate fondamentaliste, le stesse coccolate dall’occidente, riprendono fiato per aggredirla contando sulla dispersione delle forze.
Se non fosse per l’intervento dell’Orso Russo, i jihadisti avrebbero già sfondato le linee verso Damasco, e ancora una volta dovremmo partire da zero per sconfiggere il terrorismo di matrice sunnita ed estremista.
Europa senza strategia
Allora le nubi si potrebbero dipanare ed una politica Europea cauta e responsabile dovrebbe finalmente rivedere le proprie strabiche strategie.
Una Europa che dovrebbe essere anche capace di svincolarsi dagli Usa.
Il viraggio dello zio Sam sotto la guida di Trump potrebbe oggettivamente riservarci scenari meno plumbei: almeno parzialmente, riportare all’ordine Israele, fermandone gli eccidi e le colonizzazioni, da un lato e sospendendo l’armamento del folle Zaleski e lasciando mani libere ad Assad nello spazzare via i nuovi focolai di Daesh che carsicamente riemergono perché non si ha avuto modo e coraggio di andare fino in fondo, discernendo tra i veri terroristi e la resistenza araba reale.
Luca Armaroli
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