Mentre a Predappio va in scena uno spettacolo grottesco che ormai si è ridotto ad essere un evento di cosplayer, con tanto di attivisti di sinistra che vanno a realizzare servizi (abbassando ulteriormente con la loro presenza il QI medio), a Parma va in scena un’altra polemica, nel momento in cui l’Europa orientale e il Medio Oriente sono delle polveriere, nel periodo in cui i conflitti etnici e sociali stanno dilaniando l’Europa e l’Italia in particolare.
In questi giorni i giornali abbandonano queste tematiche di seconda importanza per dare risalto al pericolo fascismo scatenato da alcuni ragazzi di Gioventù Nazionale (organizzazione giovanile di FdI) che intonavano cori del Ventennio. Panico, subito allertato il presidio, tutte le forze antifasciste in piazza.
Il partito, cui gli elettori stanno comunque dando fiducia nonostante le promesse non mantenute, cerca di ricorrere ai ripari commissariando la sezione parmense, e il ministro Crosetto auspica all’espulsione a calci di questi ragazzi, confermando la sua natura ruffiana e ambigua (che probabilmente sarà punita anche a livello elettorale).
Ma non basta, ormai il dado è tratto. Istituzioni e centri sociali fermano la città, ribadendo la natura antifascista della stessa, soliti slogan, solite facce, solito teatrino.
Accuse reciproche di apologia contro strumentalizzazione, addirittura si parla di indagini, si invocano chiusure, dimissioni e raduni coi forconi.
I soliti idioti antifà
Nel frattempo, Parma, come le altre città italiane ed europee, è ostaggio della criminalità, soprattutto immigrata, non offre ai giovani garanzie per il futuro costringendoli ad andarsene, e tutti gli altri problemi noti.
L’antifascismo a quanto pare è più importante, bisogna arginare il fenomeno, chi se ne importa se l’Italia nata dall’antifascismo è questa realtà indefinita in cui ci ritroviamo a vivere di cui nessuno è contento.
Ancora una volta quindi l’antifascismo diventa il jolly da giocare per mascherare i propri fallimenti e quelli di questa democrazia nata male, oltre che la scusa per molti facinorosi per sfogare la loro aggressività, rimediando però una doccia gratis da parte della polizia per mezzo di idranti.
Nel mentre anche a Cagliari gli stessi antifascisti cercano di bloccare una manifestazione autorizzata del Blocco Studentesco, attraverso i soliti metodi che mescolano terrorismo e mafia.
Bisogna accettare il fatto che esistono due Italie, una patriottica che vuole crescere e evolvere nel rispetto delle tradizioni e dell’identità, l’altra antifascista che vuole il caos attraverso la violenza e la censura.
Una di queste Italie ha un futuro, l’altra invece no.
Lorenzo Gentile
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