Dalle recenti elezioni cittadine della Grande Mela è uscito vincitore il primo sindaco socialista e musulmano della storia di New York e, con ogni probabilità, anche degli Stati Uniti.
Zohran Mamdani si è infatti imposto con oltre il 50% dei voti sui suoi sfidanti, l’Ex Governatore Democratico dello Stato, Andrew Cuomo (presentatosi come Indipendente) e il repubblicano MAGA “dissidente” Curtis Sliwa.
Ora, la vittoria di Mamdani ha mandato contemporaneamente nel panico i più ferventi zeloti del Trumpismo MAGA per la sua appartenenza all’ala più Socialista del Partito Democratico e le comunità più ottusamente Pentecostali per il suo maomettanesimo.
Benissimo. Ma il problema risiede veramente lì? In queste due caratteristiche identitarie di Mamdani?
Io credo che il problema (come quasi sempre accade in tali vicende) sia più profondo.
A partire dal fatto che, a mio avviso, i problemi sono due.
Il primo problema è che non credo che l’opinione pubblica non abbia ben capito chi sia Zohran Mamdani.
Né il codazzo pseudo-giornalistico progressista che lo incensa…né probabilmente le folle di cittadini newyorkesi che lo hanno eletto.
Il giovane anti-Trump
Zohran Mamdani è stato dipinto come “volto giovane della America Anti-Trump” e come “campione della masse più emarginate”.
Ora, il signor Mamdani, giovane lo è certamente dati i suoi 34 anni.
Americano lo è già un po’ meno, visto che non è nato su suolo americano, ha vissuto i primi 7 anni della sua vita tra l’Uganda e il Sud Africa ed è diventato cittadino statunitense solo nel 2018.
E può sembrare poco, ma sono tutte condizioni che gli impediscono, costituzione americana alla mano, di concorrere, anche in futuro per la Casa Bianca.
Quindi i sogni bagnati dei TurboProgressisti di vederlo spodestare un giorno il bieco Trump si rivelano, per l’appunto, sogni.
Sul “campione della masse emarginate” viene poi davvero da sorridere.
Perché la sola cosa in comune che Mister Mamdani può avere in comune con le povere masse multietniche di New York sono il colore della pelle e (in alcuni casi) la fede religiosa.
Esponente della sinistra turbo-progressista
Ma Zohran Mamdani è (come se fosse una novità) l’ennesimo esponente della Sinistra Turbo-Progressista che, pur avendo sempre le parole “popolo” e “poveri” sulla bocca, vanta una vita intera nella bambagia.
Nato a Kampala in Uganda è figlio di una ricca famiglia della diaspora indiana in Africa.
Figlio di uno stimato professore della Columbia University e di una madre regista cinematografica assai celebre nel paese d’origine, una volta arrivato in America, ha potuto frequentare le migliori scuole e laurearsi in “Studi Africani” al Bowdoin College del Maine, uno dei più ricercati atenei della Costa Orientale.
Dopo gli studi ha potuto permettersi di dilettarsi con la musica, provando la carriera musicale nel rap e nell’hip hop con lo pseudonimo di “Mister Cardamom”, e di iniziare a dedicarsi alla sua nascente carriera politica, iscrivendosi ai Democratic Socialists of America.
Questo è il primo problema secondo me: il fatto che gli elettori di New York abbiano eletto Mamdani solo perché gli somiglia etnicamente o religiosamente, non perché fosse, in effetti, il candidato a loro più vicino o quello più adatto alla sua delicatissima carica.
Io, personalmente, fossi stato cittadino di New York, mi sarei orientato più volentieri su un Curtis Sliwa.
Trump pop e pittoresco
Pur essendo certamente meno giovane e “cool” dall’alto dei suoi 71 anni, il candidato repubblicano ha secondo me un profilo ben più popolare e interessante dell’attuale sindaco: dopo essere stato espulso dal suo liceo per attivismo studentesco anti-razzista, ha lavorato prima come fattorino al “Daily News” e poi come direttore notturno di un McDonald’s.
Personaggio certamente pittoresco ma altrettanto intraprendente e coraggioso, ha salvato diverse persone da un edificio in fiamme in gioventù, ha fondato i “Guardian Angels”, organizzazione volontaria e no-profit per la prevenzione del crimine a New York e, nel 1992, è uscito vivo da un tentato assassinio ad opera di due sicari del boss mafioso John Gotti.
Insomma, un candidato ben più consapevole e partecipativo delle sfide quotidiane del popolo, rispetto al ricco privilegiato rampollo del Bowdoin, cresciuto tra buone scuole e sogni di carriere HipHop.
Mandami e il voto “idealista” senza alternative a NY
Questo credo, dunque, sia stato il primo problema della vittoria di Mamdani: il voto “idealistico” del popolo della Grande Mela, non ancorato alle necessità reali.
“Lo voto perché mi assomiglia, poi se è la persona adatta tanto meglio”.
Il secondo è che, per non far vincere un candidato socialista e islamico…bisognerebbe offrire una alternativa Anti-Socialista e Cristiana.
E questa a New York, con buona pace delle vestali Trumpiane ed Evangeliche, che ora si stracciano le vesti…non c’era.
Le uniche alternative a Mamdani erano Andrew Cuomo, presentatosi come Indipendente ma con una vita da Turbo-Progressista nel Partito Democratico e Curtis Sliwa che, pur essendo più popolare e attivo, si configura come un repubblicano cattolico…che però ha posizioni laiciste, abortiste, favorevoli al matrimonio LGBT e conta ben 4 matrimoni alle sue spalle.
Dio ci aiuti!
La verità, ladies and gentlemen, è che, se le alternative del presunto Fronte Cristiano Anti-Woke sono queste…Zohran Mamdani non è che la conseguenza più giusta e naturale.
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