Noi italiani siamo abituati a sentirci dare degli imbroglioni, dei maestri del falso certificato e degli esperti mondiali nel trasformare il denaro pubblico in vacanze a Sharm el-Sheikh. Ma davanti ai geni della truffa emersi in Minnesota, i nostri “furbetti del cartellino” sembrano onesti chierichetti che hanno rubato un’ostia.
Le indagini federali negli Stati Uniti hanno scoperchiato un sistema talmente perfetto da far impallidire i creatori del Superbonus: si parla di miliardi di dollari dei contribuenti americani evaporati in asili nido fantasma, pasti mai serviti e terapie per l’autismo dedicate a bambini che, probabilmente, non sono mai nati. Se pensavate che il PIL della Somalia fosse una cosa seria, sappiate che questa allegra banda di “imprenditori” è riuscita a movimentare cifre che ne rappresentano quasi l’intero valore. Una sorta di cooperazione internazionale, ma con un unico senso di marcia: dalle tasche di Washington ai conti correnti privati.
La dinamica è di quelle che scaldano il cuore dei cultori del raggiro. Sfruttando la sacra paura dei Democratici locali di essere etichettati come razzisti, questi pionieri del welfare creativo hanno messo in piedi il programma “Feeding Our Future”. Mentre i funzionari pubblici chiudevano entrambi gli occhi per non disturbare la narrazione dell’integrazione perfetta, venivano dichiarati migliaia di pasti giornalieri serviti in appartamenti privati grandi come un monolocale a Quarto Oggiaro. In alcuni casi, i registri riportavano i nomi di migliaia di bambini “nutriti” e “istruiti” estratti a sorte dagli elenchi telefonici o generati da un algoritmo. Il tutto avveniva sotto lo sguardo distratto del Governatore Tim Walz, soprannominato “Tampon Tim”, che tra una promessa di virtù e l’altra non si è accorto che il caveau dello Stato veniva svuotato con la stessa facilità di un salvadanaio di ceramica.
In hijab per solidarietà
E che dire della Vicegovernatrice Peggy Flanagan? Si è presentata in pubblico indossando l’hijab in segno di solidarietà, un gesto toccante se non fosse che, mentre lei curava l’outfit interculturale, i fondi destinati ai bambini veri finivano in ville di lusso sulla costa keniota e in Turchia. In questo paradiso del socialismo a spese altrui, brilla la stella di Ilhan Omar, il cui patrimonio familiare è cresciuto in modo talmente miracoloso da toccare potenzialmente i 30 milioni di dollari. Grazie alla cantina vinicola del marito e alla magica “consulenza” politica, ha dimostrato che il capitale di rischio rende tantissimo, soprattutto quando il rischio è tutto dei contribuenti e il capitale è quello federale.
Il livello di faccia tosta ha raggiunto vette artistiche durante i processi: un giurato è stato omaggiato di un “sacchetto regalo” contenente 120.000 dollari in contanti, lasciati con noncuranza davanti alla porta di casa. Un modesto incentivo per convincerlo che, in fondo, quegli asili fantasma erano solo un problema di cattiva gestione. Per non parlare del detective-influencer Nick Shirley, che ha documentato come questi “centri di apprendimento” milionari fossero in realtà uffici deserti dove i gestori non sapevano nemmeno scrivere correttamente “learning” sull’insegna. Forse l’ortografia era l’unica cosa che non avevano ancora imparato, mentre per quanto riguarda i conti correnti avevano già preso la laurea con lode.
E tutti muti
Mentre i media nazionali americani mantengono un rispettoso silenzio, forse per non rovinare l’atmosfera multiculturale, noi dall’Italia non possiamo che guardare con un misto di invidia e ammirazione. Abbiamo sempre creduto di essere i primi della classe nel far sparire i fondi pubblici, ma il Minnesota ci ha dimostrato che, se ci metti la giusta dose di ideologia e un pizzico di arroganza, puoi truffare lo Stato per miliardi e farti pure ringraziare per la tua sensibilità sociale. È ora di ammetterlo: gli americani, quando decidono di fare le cose in grande, ci battono persino nel nostro sport nazionale.
Il 2diPicche lo puoi raggiungere
Attraverso la Community WhatsApp per commentare le notizie del giorno:
Unendoti al canale WhatsApp per non perdere neanche un articolo:
Preferisci Telegram? Nessun problema:






































































