Si legge tutto d’un fiato l’opera prima di Sergio Saraceni “Da Parigi ad Hollywood” edito da CSRC Cittadella. È la storia romanzata degli ultimi anni della vita di due grandi intellettuali francesi tra le due guerre del XX secolo, Drieu La Rochelle e Robert Brasillach.
Le atmosfere degli anni Trenta attraversano e permeano le pagine avvincenti della storia che non mancano di momenti di pathos legati agli eventi ultimi e drammatici della guerra. I due intellettuali, molto diversi per carattere e interessi culturali, stringono una amicizia incrollabile che le traversie degli ultimi mesi del conflitto rinsaldano e cementano fino alla fine della loro vicenda terrena.
Quello che colpisce nel racconto è il vissuto culturale e intellettuale di Drieu e di Brasillach, il primo raffinato dandy, agnostico ed impenitente donnaiolo, il secondo fervente cattolico e raffinato critico teatrale e letterario. Particolarmente avvincenti le pagine che descrivono, negli ultimi mesi di guerra, la scelta drammatica e definitiva di Drieu di lasciare il suo mondo sofisticato ed elegante per partire con le truppe tedesche ed essere inviato volontario al fronte russo. Dove si distingue per coraggio e sprezzo del pericolo.
Contrariamente alla cruda realtà storica, i due personaggi non hanno il drammatico epilogo esistenziale che conosciamo, ma, la rocambolesca fuga negli Stati Uniti, per l’appunto ad Hollywood, trasforma le loro vite, che si concludono in un insperato successo sociale ed economico preservando gli ideali e la fede che hanno informato la loro vita e per cui hanno combattuto le battaglie politiche, culturali di una intera esistenza.
Non mi soffermo sulle ultime vicende narrate nel libro per lasciare al lettore le riflessioni conclusive che riguardano anche gli ideali e le aspirazioni che sia Drieu che Brasillach vollero lasciare alla gioventù dell’antica ed eterna Europa per cui vissero e combatterono. Una bella lettura ed un tuffo nelle atmosfere fumose e accattivanti degli anni Trenta.
Buona lettura!
Vincenzo Cancelli
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