È morto un grande, il signor Valentino Garavani, un uomo per cui la moda era ancora artigianato ed eleganza, raffinatezza e poesia di merletti e colori.
In un mondo di bruttezza, di ineleganza, di sguaiatezza, Valentino ha testimoniato la bellezza, l’eleganza, la misura…non è poco!
Ha voluto che le sue onoranze funebri fossero svolte in Chiesa a testimonianza che il successo, la fama ed il denaro non sempre relegano Dio nel dimenticatoio delle “cose inutili”…e Dio, a lui, per questo, renda pieno merito!
Durante le esequie non è mancato il dolore sincero di coloro che nella vita più gli sono stati vicini; durante le esequie, però, pur presente fisicamente, il sacerdote, nella sua funzione di alter Christus, non c’era…al suo posto un bravo oratore.
Dimentico dell’essenziale e cioè del dovere di testimoniare la fede cattolica e la sua adesione a Cristo, non alle follie mondane, il sacerdote ha permesso che gli amanti del defunto gli dessero l’ultimo saluto pubblico.
Come ha potuto, don Guerini, permettere un tale scempio?
Dove il rispetto per la Chiesa e per i fedeli, ma soprattutto il rispetto per il defunto che, avendo desiderato un funerale religioso, si spera abbia riconosciuto i propri peccati, abbia chiesto i conforti religiosi e sia morto in stato di grazia.
Se così è stato (se diversamente, il sacerdote avrebbe dovuto rifiutare le esequie) perché permettere che chi ha peccato con lui possa ringraziarlo per 43 anni di vita scandalosa, proprio adesso che la sua anima, speriamo contrita, è davanti a Dio, conosce la Verità e con Lei l’abisso del peccato in cui era precipitata?
Normalizzare il peccato di sodomia, far credere che il paradiso sia una dimora certa, un diritto acquisito, significa indurre i fedeli in un errore grave e pericoloso.
Don Guerini afferma che Valentino è “entrato nella vita di Dio” …è speranza non certezza!
Di nessuno conosciamo l’ultima dimora a meno che non si tratti di un bimbo, di un martire della fede o di una persona che si è volontariamente sacrificata per salvare altre vite.
Non è il caso di Valentino Garavani.
Chi lo ha amato avrebbe dovuto tacere ieri e oggi dovrebbe pregare.
Il resto è scandalo.
Irma Trombetta
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