Secondo quanto riportato da American Free Press l’esplosione dell’IA sta mettendo a dura prova la rete elettrica e le riserve idriche dell’America.
Le strutture su larga scala, ovvero quegli enormi complessi industriali atti ad ospitare migliaia e migliaia di server e sistemi di rete per supportare l’addestramento dell’IA ed il cloud computing ovvero il modello di erogazione di vari servizi informatici attraverso Internet, stanno creando problemi alla comunità.
La loro espansione, sul territorio statunitense è esplosa perché i modelli di IA generativa richiedono una potenza di calcolo mai vista in precedenza, rispetto ai normali servizi del “vecchio” www e stanno creando, una sequela di problemi pratici e materiali.
La grande corsa dei GAFA
Aziende come Amazon, Microsoft, Google e Meta sono in competizione tra loro per assicurarsi siti che abbiano accesso alla trasmissione di energia elettrica, alle infrastrutture in fibra ottica e a molta acqua di raffreddamento. Tutto ciò ha portato alla costruzione di data center tutti concentrati in stati come Arizona, Virginia, Texas, Iowa e Geogia.
Questi data center consumano quantità esagerate di energia, perché gli odierni carichi di lavoro dell’IA richiedono cluster densi di processori specializzati operanti continuamente, con conseguente aumento del consumo di elettricità.
I data center statunitensi hanno consumato circa 176 terawattora (TWh) di elettricità nel 2023 ovvero circa il 4,4% dell’utilizzo nazionale, la previsione che questo consumo salirà a 325-580 TWh entro il 2028, che corrisponde più o meno al 12% del consumo totale di elettricità negli Stati Uniti.
Un costo energetico enorme
Nel nord della Virginia, ad esempio, ove risiede il complesso “Data Center Alley”, con mega strutture di data center che stanno “succhiando” più del 20% dell’energia in alcune contee, creando una serie di problemi a scapito degli utenti. Anche in altri stati come il Nebraska, l’Oregon e l’Iowa, il problema del consumo smisurato di elettricità, e la richiesta di centinaia di gigawatt di energia extra stanno mettendo a dura prova la rete elettrica.
Spesso le aziende elettriche si riprendono i costi delle infrastrutture ponendo prezzi dell’elettricità ripartendoli sull’intera base di clienti, così che le famiglie pagando di più, e stanno tacitamente sovvenzionando gli operatori hyperscale attraverso bollette energetiche in aumento e potenziamenti della rete grazie a finanziamenti pubblici che poi si ritorcono sempre sul popolo.
La gestione dell’acqua è il vero problema
Anche il consumo d’acqua sta diventando un problema, I data center generano un calore gigantesco ed hanno quindi bisogno sistemi di raffreddamento intensi. una struttura hyperscale può consumare milioni di galloni al giorno, specie in estate. Le strutture di dimensioni medio-grandi utilizzano da centinaia di migliaia a 5 milioni di galloni al giorno, ovvero l’equivalente del fabbisogno di centri urbani fino a 50.000 abitanti.
L’uso nazionale di acqua da parte dei data center raggiunge già decine di miliardi di galloni all’anno ed è destinato a crescere nettamente.
I soli data center del nord della Virginia hanno consumato quasi 2 miliardi di galloni in un anno, alcuni ricercatori avvertono che la domanda prevista dei data center potrebbe essere paragonabile, in un prossimo futuro, al fabbisogno giornaliero di approvvigionamento delle principali città americane.
Con la conseguenza di un impoverimento delle falde acquifere, cosa che ha messo in allarme gli agricoltori particolarmente preoccupati per la concorrenza sulla quantità di acqua destinata all’irrigazione.
Isole di calore e cementificazione
A livello ambientale, poi, le strutture hyperscale, richiedono enormi quantità di cemento, acciaio e attrezzature edili alimentate a diesel. Alterando di fatto anche il paesaggio e generare un inquinamento acustico persistente dovuto ai sistemi di raffreddamento e ai generatori di riserva. Occupano grandi estensioni di terreno rurale e stanno sostituendo terreni agricoli o boschivi, offrendo al contempo scarsa integrazione con le economie locali.
Quindi negli Stati Uniti si sta aprendo un vero e proprio dibattito sull’espansione dell’IA che se da un lato rallentarne lo sviluppo potrebbe essere disastroso economicamente e militarmente dall’altro sta mettendo a dura a prova le infrastrutture e l’ambiente del territorio a scapito della popolazione, favorendo, al momento, solo i grandi colossi dell’Hi-tech.
Certo è che intelligenza artificiale prima ancora di toglierci il lavoro ci ridurrà al buio e senz’acqua.
Paolo Ornaghi
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