La questione non è di merito.
Sulle cause che hanno determinato la caduta del velivolo dell’Itavia, il 27 giugno 1980, si discute da sempre e le posizioni sono ancora inconciliabili e dividono addirittura i parenti delle vittime.
La questione è di metodo.
L’associazione dominata dal Partito democratico e dalla ex-senatrice Daria Bonfietti, recentemente, aveva chiesto alla magistratura di Roma la riapertura delle indagini, insistendo nel sostenere come, quella maledetta notte, nei cieli di Ustica, si sarebbe sviluppata una battaglia aerea, di cui i civili sul volo per Palermo avrebbero fatto tragicamente le spese.
Di prove dell’esistenza di un missile che avrebbe abbattuto il velivolo non ce ne sono mai state e nemmeno stavolta ne sono state offerte a procuratori, mettendoli in grado di soddisfare la richiesta, come avrebbero voluto sia il Pd che gli stessi giudici. Inevitabile, quindi, la richiesta di archiviazione.
Non è questione di merito – se qualcuno vuole pensare che sia stato Ronald Reagan in persona, a sparare contro il nostro aeroplano, ha tutto il diritto di farlo -, ma di metodo: per rimettere in discussione le sentenze definitive che hanno assolto i militari additati come “occultatori” della battaglia e che hanno stabilito che nessun conflitto a fuoco c’era stato, nei cieli di Ustica, è necessario portare indizi concreti e nuovi e non vaghe e allusive dichiarazioni di questo o quel politico. Accuse, sempre molto velate, di ex-esponenti dei governi della Prima repubblica, addirittura di ex-premier, i quali, quando erano potenti e nelle condizioni di illuminare la vicenda con delle carte – casomai fossero veramente esiste o esistessero -, si sono ben guardati dal fare qualcosa del genere.
Ebbene, che ti combina Giorgia?
Atttenzione: Giorgia, la quale non ha speso una parola per il vergognoso verdetto a carico di Gilberto Cavallini per la Strage di Bologna; Giorgia, la quale, assieme a Ignazio, si è arresa alle sentenze, dichiarando fascista quell’attentato; Giorgia, la quale, con tutta Fratelli d’Italia (Federico Mollicone e Paola Frassineti compresi), non si è accorta come la sentenza di Cassazione del processo Bellini ha fatto strame delle “ricostruzioni politiche di quella sentenza e, per esteso, di quella contro Cavallini; Giorgia, la quale fa finta proprio di non sapere che i magistrati di Bologna e non solo, di fatto, hanno insabbiato anche le denunce dei parenti di Maria Fresu, i quali vorrebbero sapere dove sia finito il corpo della giovane donna sparita dalla stazione, il 2 agosto 1980; Giorgia, per la quale “ignota 86”, la straniera morta a Bologna, probabilmente l’attentatrice, è effettivamente ignota; Giorgia, la quale non è stata mossa nemmeno da un fremito di umanità, per la condanna a morte “a rate” inflitta a Gilberto Cavallini, stuprando l’articolo 27 della Costituzione; Giorgia, la quale ha imbavagliato i suoi stessi parlamentai, compreso il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli, facendo morire la proposta di una commissione d’inchiesta sulla violenza politica negli “anni di piombo”.
Ecco, questa Giorgia, dopo aver rinnegato tante battaglie e assunto un atteggiamento di algido distacco, se non di disprezzo, verso queste materie verso coloro, i quali, da destra – un tempo anche con il suo plauso – hanno continuato a portare avanti le sacrosante battaglie per la verità sulla nostra storia recente, schiera il governo al fianco del Partito democratico, facendo sapere ai giudici di Roma che il governo si oppone all’archiviazione della nuova indagine su Ustica. Naturalmente, anche Giorgia, che è premier e potrebbe aver accesso a certa documentazione segreta e riservata, si è guardata bene dall’accompagnare l’annuncio di questa intenzione con carte, verbali, dossier e prove sconosciute. No, nula di tutto questo.
Giorgia ha solo esternato un pronunciamento di tipo politico, legittimo certo, ma curiosamente identico a quello di Elly. Perché gli ex-camerati, quelli che pretenderebbero verità su Bologna, evidentemente sono diventati impresentabili, fastidiosi; mentre potersi schierare con Elly, dalla stessa parte della barricata, su questi temi, è occasione imperdibile, per dimostrare come, pur essendo cresciuta alla Garbatella e a Colle Oppio, ha imparato a tenere correttamente in mano forchetta. e coltello istituzionali.
Giorgia, tutto legittimo, sia chiaro, ma almeno smetti di gridare a Roberto Vannacci d’esser uno che aiuta la Sinistra. Quanto meno, evita di farlo negli stessi giorni in cui vai a braccetto con Elly, aiutandola a portare avanti le peggiori e strumentali battaglie storiche del Pci.
Massimiliano Mazzanti
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