Il bluff dei decreti e i numeri della cittadinanza
Ci risiamo, otto decreti sicurezza non hanno migliorato la situazione, nemmeno di una anticchia!
Sfido chiunque ad indicarmi un arresto, un maranza rimandato al suo paese con tutta la famiglia, un ricongiungimento o una cittadinanza negata in base a questi provvedimenti. A proposito, forse non sapete che questo governo “regala” tra le 230 e le 250 mila cittadinanze all’anno.
Ci risiamo comunque, dicevo, riferendomi a quel “grande” evento di sicurezza propagandato da Governo, Ministro dell’Interno e Sindaco, all’unisono con il coro di Prefetto e Questore, ovvero l’inaugurazione di un posto di polizia nel quartiere Bolognina. “Più sicurezza per i cittadini”, hanno detto.
La differenza tra un Commissariato e un ufficio di facciata
È bene che voi sappiate che “posto” di Polizia non vuol dire Commissariato di Polizia, ovvero un ufficio, almeno in teoria, operativo sul territorio assegnatogli. Significa solo presenza formale in una zona, per favorire con la prossimità il disbrigo di pratiche, soprattutto denunce, al cittadino. Lo dimostra peraltro l’esiguo numero di agenti assegnati all’ufficio, leggo 12 o 15, il che vuol dire che servono solo a tenere aperto il “posto” per due o tre turni, certamente non la notte, sperando poi che non debba essere difeso esso stesso. Insomma, in concreto, se ti stuprano o ti rapinano in piazza invece che andare fino in Questura a fare denuncia ti rechi al posto di polizia lì vicino.
Regole d’ingaggio e la fatica di Sisifo delle Forze dell’Ordine
L’ho già sostenuto in altre occasioni e non ho alcun timore nel confermare che non è il numero degli agenti o dei carabinieri che determina più sicurezza, ma la professionalità di quelli esistenti e soprattutto le “regole di ingaggio” del loro agire. Le Forze dell’Ordine nel loro complesso sarebbero, anche oggi, perfettamente in grado di garantire sicurezza se potessero realmente esprimere la forza legittima dello Stato, senza soccombere quotidianamente a decisioni assurde e ideologiche di certa magistratura, e non solo, che le costringe nella migliore delle ipotesi ad una vera “fatica di Sisifo”! E sottolineo nella migliore delle ipotesi, perché normalmente finiscono indagati poliziotti e carabinieri.
Uno scudo penale contro la violenza
Uno Stato serio garantisce alle Forze dell’Ordine, come incredibilmente fece in epoca Covid per i medici, un adeguato “scudo penale” che le tuteli dalle assurde conseguenze cui oggi assistiamo. La violenza si affronta e si sconfigge con l’uso della forza, decisa e indiscutibile perché legittimata dalla volontà dello Stato di proteggere i propri cittadini. Se questa volontà non c’è, inauguriamo pure altri posti di polizia, ma niente cambierà.
Passerelle politiche e inaugurazioni vuote
Ma al di là di una opinione “tecnica”, che vi assicuro essere condivisa dalla gran parte degli appartenenti alle Forze dell’Ordine, viene da chiedersi perché un ministro importante del centrodestra, con il seguito di Prefetto e Questore locali, venga a “glorificare” una inutile iniziativa del sindaco, peraltro già in campagna elettorale e che inaugura di tutto, persino le pensiline del tram che non c’è.
Giovanni Preziosa
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