La percezione della critica al sistema
Spesso, al giorno d’oggi, muovere gravi accuse contro un sistema che si dimostra globalmente sempre più tecnocratico e orientato a una società sottomessa al controllo dei potenti non rappresenta un grido di ribellione agli occhi dell’ascoltatore medio, bensì l’ennesima riflessione liquidata come una semplice “teoria del complotto”. Da cosa deriva questo verdetto preconcetto e sempre identico?
L’illusione digitale e l’analisi della realtà
Il percorso parallelo e alternativo seguito dal nostro pensiero suscita dissidenza e rigetto in chi, apparendo allineato al sistema, si sforza di credere a una società idilliaca. Si tratta di una realtà di per sé inesistente, ma che nell’era digitale viene spacciata per vera attraverso la speculazione sui social media. La prospettiva che adottiamo come militanti e redattori di una testata incentrata sulla controinformazione ci spinge a guardare la realtà dei fatti, esaminando contesti e situazioni con occhio clinico e schierato, ma sempre obiettivo.
L’incomprensione dell’informazione alternativa
Questo approccio porta, anche in modo involontario, a scontrarci con chi non contempla la possibilità che si possa fare una buona informazione partendo da posizioni divergenti. Dall’altra sponda del fiume si fatica ad accettare che, trattando la cronaca e il costume attraverso la controinformazione e dando voce alle correnti di pensiero più profonde, si possa fare informazione in modo persino più efficace e completo.
La morsa tecnocratica e il peso della maggioranza
Il ruolo di facciata che la globalizzazione gioca in questo percorso impedisce all’interlocutore di immergersi pienamente nella visione a tutto tondo che chi affronta tematiche di rilievo cerca di proporre. Il sistema funziona come una bilancia in cui le posizioni d’ampio respiro si scontrano con quelle che prediligono la comodità morale. Queste ultime, trovandosi in netta maggioranza, amplificano il dominio dello “specialista” sulla verità, la quale corre il rischio costante di essere sepolta nell’oblio.
La scelta dell’alternativa
Di fronte a questo scenario, che mostra le modalità d’azione del sistema e la condizionabilità delle sue pedine — le quali, già influenzate, formulano giudizi preordinati e verdetti già deliberati —, noi rispondiamo che continueremo a essere alternativi. Più che i lupi, ci hanno sempre fatto paura le pecore.
Manuel Zavaglia
Il 2diPicche lo puoi raggiungere
Attraverso la Community WhatsApp per commentare le notizie del giorno:
Unendoti al canale WhatsApp per non perdere neanche un articolo:
Preferisci Telegram? Nessun problema:






































































