A Genova, alla vigilia della 97ªAdunata Nazionale degli Alpini, alcuni studenti del liceo Pertini hanno deciso di trasformare la propaganda ideologica in provocazione offensiva. Un manifesto raffigura soldati italiani che sparano in una piazza con una chiesa in fiamme, accompagnati dalla scritta “Saluti da Genova” e dall’infame slogan “alpini assassini”.

Non è satira, non è arte, non è “antimilitarismo”. È l’ennesimo atto di odio politico mascherato da impegno civile. Gli Alpini rappresentano una delle poche istituzioni morali ancora rispettate dal popolo italiano. Sono uomini che hanno spalato fango durante le alluvioni, soccorso terremotati, aiutato comunità isolate, servito la Nazione in silenzio.
Colpire gli Alpini significa colpire l’Italia stessa, la sua memoria, il suo senso di appartenenza, la sua dignità storica. Dietro questi manifesti non c’è alcuna ricerca storica seria, ma la solita ossessione ideologica di una certa sinistra scolastica che da anni occupa licei e università trasformandoli in laboratori di odio anti-italiano.
Generazioni educate a disprezzare tutto ciò che richiama identità, sacrificio, patria e tradizione .È significativo che tutto questo avvenga proprio a Genova, città che ospiterà migliaia di penne nere provenienti da tutta Italia per una manifestazione popolare e pacifica.
Evidentemente qualcuno non sopporta l’idea che esista ancora un’Italia reale fatta di comunità, disciplina e spirito nazionale. Il paradosso è evidente: mentre le periferie degradano, mentre violenza e insicurezza crescono ogni giorno, certa propaganda scolastica non trova nemici nei criminali o nel caos sociale, ma negli Alpini.
Uomini che sfilano con il cappello piumato diventano il bersaglio perfetto di chi ha bisogno di riscrivere la storia italiana in chiave ideologica. La scuola dovrebbe insegnare il rispetto, il confronto e la complessità storica. Invece troppo spesso diventa una caserma culturale dove si inculca odio politico a ragazzi che imparano a insultare prima ancora di capire. Definire gli Alpini “assassini” è vigliaccheria: anche culturale.
È l’espressione di un clima tossico in cui insultare simboli italiani è considerato “impegno”, mentre amare la propria Nazione viene subito bollato come estremismo…o peggio. Gli Alpini continueranno a sfilare. Continueranno a essere accolti da migliaia di italiani comuni. E questo dà fastidio a chi vorrebbe un Paese senza memoria, senza orgoglio e senza identità.
Ma l’Italia profonda esiste ancora ed è molto più forte dei manifesti di qualche collettivo politicizzato.
Gianluca Mingardi
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