5 maggio 2026: con 281 voti il Parlamento rumeno sfiducia il governo di di Ilie Bolojan.
George Simion, leader di AUR, tuona: la caduta di questo governo, che ha portato al collasso economico la Romania, è il fallimento di una politica filo europeista, di austerità, di crisi economica che ha colpito il popolo senza sfiorare minimamente i privilegi della casta politica.
Il successo di AUR
Simion rivendica il successo della mozione di sfiducia, dichiarando che finalmente la voce del popolo rumeno è stata ascoltata e si pone quale fautore di una “riconciliazione nazionale” per uscire dalla crisi.
Al contempo il leader di AUR non risparmia attacchi mirati al Presidente Nicușor Dan: in primis di aver sacrificato il suo compagno di strada Bolojan sull’altare di un anno di governo segnato da disperazione e divisione; in secundis accusandolo di violare apertamente l’articolo 103 della Costituzione riguardo le consultazioni per un nuovo esecutivo, organizzando incontri limitati ai leader dei suoi partiti preferiti, per formare un suo governo, ignorando il peso elettorale di AUR.
La Romania a un passo dalla vittoria dei patrioti
Dan teme che un governo a impronta AUR possa far virare la Romania fuori dall’orbita europeista tanto cara al Presidente, peraltro considerato da molti rumeni illegittimo, dopo lo scandalo delle ultime elezioni, quando furono “eliminati” gli avversari politici che avevano ottenuto una preferenza assoluta quali Georgescu con una manovra politica di diffamazione senza precedenti e lo stesso Simion, con una elezione quanto meno poco credibile se non addirittura falsata ad arte.
Simion pone una condizione sine qua non alla coalizione che ha sfiduciato Bolojan: AUR accetterà di far parte di un esecutivo solo se avrà un ruolo nella designazione del Primo Ministro: non vuole essere “utile idiota” a favore delle manovre di palazzo.
La speranza divampa
La Romania ha bisogno, ora più che mai, di un leader forte e capace, non di un “Biden romeno” come Nicușor Dan, che intanto sta prendendo tempo, nonostante si stia ventilando da parte di alcuni giuristi e oppositori – in base all’articolo 95 – una procedura di sospensione del Presidente nella possibilità che egli rifiuti la nomina di un Premier proposto da una valida maggioranza.
Cristian Borghetti
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