Da anni ormai la società (seppur con strumenti e metodi diversi) si ritrova nuovamente spaccata e divisa da una linea spartiacque che vede fazioni in barricata con le forze dell’ordine in tenuta sempre più diffidente ed un muro invalicabile.
Sono invece recenti gli ultimi avvenimenti che vedono protagonisti (ma nel solito ruolo di antagonisti!) black bloc e centri sociali attivi nella devastazione delle nostre città metropolitane, incuranti dei danni che si rischiano di recare ad attività commerciali, cittadini non schierati, e pubblici ufficiali in servizio.
Scatenano la guerriglia con il beneplacito della magistratura
Così mutevoli i tempi se si pensa che i padri di questi disadattati irrisori al buon senso e al buon vivere agivano per mezzo di hazeth 36 ed oggi i loro figli ideologici si muovono con cassonetti dati alle fiamme e vetrine di attività commerciali crepate.
Non inizia ieri questa guerriglia urbana, certo, ma ne accelera il suo corso con la corrente “pro-pal”, passando per la morte di Ramy, giungendo alle contestazioni in seguito agli sgomberi del Leoncavallo e di Askatasuna, e adesso, prendendo di mira i giochi olimpici organizzati in Milano accompagnati dalle recenti notizie di protesta che ci riportano la periferia milanese data alle fiamme da questi aguzzini e i tentativi di sabotaggio ai treni delle ferrovie di Bologna.
Il soccorso rosso giornalistico presto in azione?
Non ci è nuovo e nemmeno scuote in noi stupore il comportamento di questi elementi nelle piazze, ma ci poniamo una domanda… Cosa ne sarà della stampa..? Gruber, Ranucci, Formigli, Berlinguer.
Sarà ancora “Trama Nera”? È tra l’altro stato emanato recentemente un nuovo DL Sicurezza, e le sensazioni sono tutt’altro che positive, in quanto come ben si può intuire, andrà a penalizzare anche chi come noi (seppur in maniera ordinata e diametralmente opposta a questi pagliacci) cavalca comunque le piazze a suon di frequenti manifestazioni.
Ci penalizza, perché in generale tratta misure legislative repressive tirandone al massimo l’elastico, e sapere di rientrare in quella sfera che ci mette sullo stesso piano di questi scellerati è frustrante, ma ogni cosa a tempo debito.
Nel frattempo, visto che i nostri temi e le nostre battaglie paiono concretizzarsi, sembra proprio che per l’ennesima volta, anche difronte ad un’evidenza così limpida sui fautori di questi atti, sarà appunto “Trama Nera” per la stampa rossa di propaganda e di sistema.
Che sia anche trama gialla, non daremo le nostre gloriose città in pasto alle cariche di questi mafiosi antifascisti (e ancor prima anti italiani).
Manuel Zavaglia
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