Per un cattolico devoto può essere facile credere che la Chiesa sia completamente indipendente dalla politica, soprattutto quando si tratta del Papa. Ma se diamo uno sguardo veloce alla storia recente e non troppo lontana della Chiesa, possiamo facilmente constatare il contrario.

Il Papa è il primo bersaglio dei nemici della Chiesa. Sanno che se il Papa cadesse, o almeno se il Papa finisse sotto il loro controllo, avrebbero l’intera Chiesa condizionata da così tanto potenziale e influenza. Un’ulteriore testimonianza in tal senso è il XIX secolo anticlericale. Napoleone voleva avere il Papa sotto il suo stivale con la forza. Pio VI fu costretto a lasciare Roma e morì in esilio in Francia.
L’ultimo Papa
I nemici della Chiesa allora dissero: «Pio VI e l’ultimo». Ma i cardinali si riunirono segretamente a Bologna ed elessero un successore, Pio VII. Anche lui fu esiliato da Roma, ma la Provvidenza decretò che Napoleone sarebbe caduto, mentre Pio VII tornò a Roma trionfante. L’ironia della sorte è accentuata dal gesto di Pio VII, che invia due frati dalla Corsica (patria di Napoleone) all’isola di Sant’Elena per stargli accanto nei suoi ultimi giorni. Infatti, quando l’imperatore deposto udì il suono delle campane su quell’isola lontana, disse tra sé e sé: queste sono indistruttibili.
E la Massoneria imparò allora una grande lezione: la Chiesa non si sconfigge con i cannoni dall’esterno, ma con le infiltrazioni dall’interno. Cominciano a mettere in atto un elaborato piano di indottrinamento all’interno dei ranghi della Chiesa: attraverso i seminaristi, poi attraverso i vescovi. Forse un giorno avremo un Papa eletto sotto il nostro controllo. Chi la penserà come noi, anche se formalmente non fa parte delle nostre fila.
Giuseppe Garibaldi
Il massone Garibaldi – la loggia italiana del Grande Oriente, fondata da Napoleone nel 1805 – di cui Garibaldi sarà Gran Maestro – diventerà impaziente e cercherà di catturare Pio IX, dopo aver preso il controllo dello Stato Pontificio (contrariamente a quanto era stato insegnato a scuola ai nostri anziani, lo Stato Pontificio aveva la funzione di preservare l’indipendenza papale, cosa che Garibaldi sapeva bene) e interrotto forzatamente il Concilio Vaticano I. Se Pio IX non fosse riuscito a fuggire attraverso il tunnel, chissà cosa sarebbe successo. Da quel momento in poi, i papi divennero prigionieri volontari in Vaticano e non riconobbero la presa dello Stato Pontificio finché Pio XI non firmò un accordo – la vendita dello Stato – con Mussolini.
Dopo il tentativo di Garibaldi, è chiaro che se il Papa potrà essere controllato, sarà solo attraverso un’astuta infiltrazione interna. E, di fatto, le correnti moderniste in teologia stanno cominciando a infiltrarsi nei ranghi della Chiesa. Diventarono un problema tale che all’inizio del XX secolo Pio X si oppose risolutamente a tali tentativi e purificò seminari, monasteri e facoltà teologiche.
Le encicliche di Pio X
Ma lui stesso avvertì in due importanti encicliche, Pascendi e Lamentabili, che i modernisti non avrebbero fatto altro che chinare il capo, sperando di raddrizzarlo al primo momento opportuno. La stessa venuta di Pio X al pontificato è una vera lezione religiosa e teologica mal ponderata. Nel 1903 venne eletto Papa il cardinale liberale Rampolla. A quel tempo, esisteva ancora una concessione che la Chiesa aveva fatto all’Impero austro-ungarico riguardo al diritto di veto – in segno di gratitudine per la difesa della Chiesa – cioè il diritto di non riconoscere l’elezione di un determinato cardinale a Papa se non era di loro gradimento.
Questo veto venne utilizzato inaspettatamente dall’imperatore Francesco Giuseppe: egli affermò di non acconsentire all’elezione di Rampolla. Il conclave continuò i suoi lavori e alla fine venne eletto Pio X. Ci sono prove che Rampolla fosse un massone, pare che li abbia visitati durante una vacanza in Svizzera, e ci sono anche prove che Pio X abbia fatto bruciare dei documenti che accusavano Rampolla di appartenenza alla massoneria e dei suoi intrighi.
Quel che è certo è che l’imperatore Francesco Giuseppe diede alla Chiesa un Papa d’eccezione e impedì a un elemento molto sgradevole di ascendere al papato.
Le Logge contro l’Impero
Inoltre, qualche anno dopo, si verifica un collegamento nella direzione opposta. L’Impero austro-ungarico fu costantemente nel mirino delle logge e degli interessi anglo-francesi, perché rappresentava la testimonianza del vecchio ordine nel cuore dell’Europa. Avrebbero dovuto distruggerlo. La morte del principe ereditario Rodolfo fu inizialmente presentata come un suicidio, ma molto probabilmente fu causata dall’azione dei servizi segreti francesi. Poi, alla fine del XIX secolo, l’imperatrice Sissi venne assassinata a Ginevra da un anarchico italiano. L’imperatore rimase molto scioccato e commosso.
E poi, a Sarajevo, nel 1914, Ferdinando fu assassinato. Francesco Giuseppe non riesce a resistere a questo colpo e si lancia in una guerra promossa soprattutto dai suoi nemici, che distruggerà l’intera Europa. Sembra – ed è logico – che Pio X volesse impedirglielo, minacciandolo di scomunica se avesse dichiarato guerra. Pio X sapeva che in quel caso l’imperatore gli avrebbe obbedito. Ma Pio X morì improvvisamente a causa di un raffreddore nell’agosto dello stesso anno, mentre era ancora in buona salute. Qualcuno scrisse all’epoca che il Papa fu avvelenato proprio per questo motivo, per non impedire accidentalmente l’entrata in guerra dell’Austria-Ungheria.
𝗚𝗹𝗶 𝗲𝘃𝗲𝗻𝘁𝗶 𝘁𝘂𝗿𝗯𝗼𝗹𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗲𝗴𝘂𝗶𝗿𝗼𝗻𝗼 𝗰𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗯𝗲𝗻 𝗻𝗼𝘁𝗶
I Cristeros e la guerra civile in Spagna
Pio XI, nel periodo tra le due guerre mondiali, vive tre momenti significativi: la guerra dei Cristeros in Messico, l’abolizione del movimento politico Action Française e la guerra in Spagna dal 1936 al 1939. I Cristeros – un esercito di semplici cattolici che prendono le armi dopo che il governo massonico del Messico tenta di sopprimere la fede cattolica nel paese – riescono a mantenere l’equilibrio sul campo di battaglia. Tuttavia, i legami tra la Massoneria messicana e i suoi vicini del nord convinsero i vescovi americani a chiedere al Papa una tregua con i Cristeros e la consegna delle loro armi.
Obbedirono, ma da quel momento in poi, nel giro di pochi giorni, vennero arrestati e fucilati fraudolentemente più ufficiali di quanti ne fossero morti durante l’intera guerra, durata diversi anni. Pio XI si pentì profondamente di essere caduto in tale inganno e meschinità. Ciò contribuì in modo significativo al suo fermo sostegno all’esercito nazionalista del generale Franco nella guerra civile spagnola, accettando la definizione di quella guerra da parte dei vescovi spagnoli come una “crociata contro il comunismo”.
Action Française e Pio XII
Nel caso di Action Française, accusata di usare i cattolici per i propri scopi, è logico che il divieto sia stato imposto a causa della pressione politica del governo laico francese. Di fatto, Pio XII, appena asceso alla Santa Sede, revocò questo divieto, sebbene fosse ormai troppo tardi.
Molto significativo è anche il periodo di Pio XII, durante tutta la seconda guerra mondiale fino al 1958. Fu nunzio nella Germania di Hitler prima di essere eletto Papa. Non aveva un atteggiamento negativo nei confronti della Germania come gli Alleati, come se Hitler fosse un demone. Inoltre, era spesso capace di criticare molto duramente gli Alleati. Per questo motivo i suoi nemici gli diedero il nome di “Papa di Hitler”, perché non voleva sottomettersi a loro. Appoggiò anche gli Ustascia contro i comunisti in Croazia, cosa che non avrebbe dovuto costituire uno scandalo, ma che venne usata anche contro di lui. Il cardinale Stepinac dirà durante il processo, con assoluta serenità: «Ho collaborato con gli Ustascia perché me l’ha chiesto il Papa». E non solo il Papa, ma anche molti cattolici dell’epoca ritenevano giustificati tali atteggiamenti.
Nuovo Ordine Mondiale
Poi, dopo Pio XII, arriva questo periodo postbellico del nostro Nuovo Ordine Mondiale. Tra i cattolici, soprattutto tra l’alto clero, è diffusa l’opinione che siano necessari dei cambiamenti nell’atteggiamento della Chiesa, soprattutto per quanto riguarda i suoi rapporti con il mondo moderno. Arriva il Concilio Vaticano II (1963-65) che porta con sé molti cambiamenti dottrinali. Se non ci fossero cambiamenti, questi non sarebbero visibili durante tutta la vita della Chiesa, dalla liturgia in poi. L’idea di “aggiornamento” entra in vigore, in conformità con questo mondo. “Dovremmo aprire le finestre della chiesa per far entrare aria fresca”, dissero. Quindi la Chiesa non viene da Dio? Cosa può offrirti il mondo? Ma chiunque pensi ciò sarebbe superato e obsoleto.
Abbiamo poi visto nei frutti ciò che stava accadendo nella Chiesa dopo il Concilio: la musica di Bob Dylan è entrata nella “liturgia”, un circo, un caos. Cominciarono a parlare di ogni genere di cose dall’altare, ma non accadde nulla a nessuno. Se opponi resistenza, ti succederà qualcosa.
Possiamo dire che il Vaticano II è stato il frutto della penetrazione della mentalità mondana nella Chiesa. Nella Chiesa si comincia ad arrossire per le posizioni assunte un paio di decenni fa. Si diffuse l’impressione che il passato dovesse essere superato.
Giovanni Paolo II
Poi l’arrivo di Giovanni Paolo II. Non era forse in linea con la politica occidentale della Guerra Fredda? Non era questo che avevi in mente nella tua scelta? Il Papa anticomunista aveva senso. Ma nell’ambito ecumenico, le sue visioni, tutto ciò che riguardava Assisi e la preghiera con i rappresentanti di altre religioni costituirono un terremoto teologico. Anche questa è una conseguenza del Concilio Vaticano II. Lefebvre non lo sopportò e tutto ciò diede origine alla sua confraternita sacerdotale; Qualcosa di simile è accaduto con altre voci critiche.
Prima di allora, Giovanni Paolo I era rimasto nella Santa Sede solo per 33 giorni. Voleva risolvere il problema finanziario del Vaticano, e la sua morte improvvisa e tutte le successive informazioni riguardanti la loggia P2 in Vaticano collegano i puntini.
Humanae Vitae
Ma non dimentichiamo una cosa: prima di essere eletto Papa, ha fatto parte della commissione istituita da Giovanni XXIII sulla moralità dell’uso dei contraccettivi. Lui, come la maggioranza della commissione, era favorevole. Paolo VI si sarebbe opposto a questa visione nell’enciclica Humanae Vitae, ma nella pratica coloro che si esprimevano contro non venivano puniti, soprattutto se provenivano da posizioni importanti, come negli Stati Uniti e nell’Occidente in generale.
Benedetto XVI dà l’impressione di voler sistemare le cose, ma è emersa un’evidente ribellione nei suoi confronti.
Francesco e il mondo che cambia
E che fine ha fatto Francesco? Pachamama, woke, fa cenno all’ideologia di genere, LGBT, vaccini, caccia i vescovi che vogliono fare qualcosa di buono, promuove l’immigrazione. Per molti aspetti fondamentali era in linea con le persone potenti di oggi. È come se fosse necessario essere in buoni rapporti con loro.
Ma oggi il mondo è cambiato. Grande cambiamento. Trump non è un santo, lo sappiamo tutti, ma paragonatelo a Biden.
Resta da vedere se questo cambiamento influenzerà positivamente l’elezione del Papa. Ma innanzitutto c’è una questione dottrinale: finché i cattolici non affronteranno apertamente i cambiamenti del Vaticano II, non ci sarà alcuna ripresa.
Tuttavia, penso che ora abbiamo una possibilità. Dio, ti preghiamo, concedici un miracolo. Nient’altro che un miracolo.
Milenko Bernadić
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