A Reggio Emilia, in una scuola, le insegnanti hanno deciso di togliere il nome di Gesù dalle canzoni da far cantare agli scolari nelle prossime feste di Natale. Sconcero di alcuni genitori, ma la risposta è stata secca, laconica: in un’istituzione pubblica, bisogna rispettare tutte le diverse sensibilità religiose. Manco a dirlo, polemiche politiche e Partito democratico con gli scudi alzati, per difendere la versione laica della natività.
L’Italia non è più un Paese politicamente pluralista: è solo un insieme di imbecilli e di imbelli. I primi ormai privi non solo di ragione, ma anche della più banale ragionevolezza; i secondi, quelli che magari si indignano per certe idiozie, senza più le energie morali e spirituali per far tornare l’Italia a viaggiare sui giusti binari. Entrambi, imbecilli e imbelli, sanno giusto strillare silenziosamente le proprie ragioni, nel senso che condividono e condivideranno, ciascuno schierato dalla sua parte, le sceneggiate che non mancheranno d’esser organizzate nei vari talk-show televisivi sul Cristo da cantare o da censurare.
E dire che i cretini della scuola e della politica di Reggio Emilia avrebbero avuto qualche esempio, a cui ispirarsi, prima di compiere la scelleratezza appena consumata.
A Gerusalemme, di Shabbat, non è che nessuno nessuno lavori, dall’alba al tramonto. Non lavorano i credenti, gli altri possono – o devono, in alcuni casi – fare ciò che loro compete, come in un qualsiasi altro giorno. E non c’è un rabbino o un ebreo laico, al quale sia venuto in mente, per non offendere i cristiani o i musulmani, d’imporre anche agli israeliti di lavorare almeno un po’, di sabato, per non far sentire diversi chi ha un’altra fede.
A Medina, durante il Ramadan, i maomettani digiunano: cristiani ed ebrei possono mangiare anche col sole alto. E non si è mai sentito un muezzin suggerire di organizzare almeno un pranzo leggero, affinché oltre al profeta non si offendano anche gli infedeli che fossero presenti in città.
Si potrebbero fare mille altri esempi, ma il senso sarebbe lo stesso. Natale senza Cristo non è niente, è solo un giorno come tanti altri. Se i comunisti – politici o scolastici – di Reggio Emilia non hanno alcuna voglia di onorare Gesù, poco male: restino a lavorare, il 25 e il 26 dicembre, ed evitino proprio momenti di festa nei luoghi pubblici, se questi devono trasformarsi in un travisamento o in un tradimento della tradizione. Se Natale non è Natale, per i comunisti reggiani – e Dio stramaledica chi prendeva in giro Silvio Berlusconi, quando il Cavaliere insisteva a definire col loro nome appropriato i sinistri nostrani -, che problema c’è? Facciano lezione a scuola come se nulla fosse, fino al 23, evitando recite, cori, momenti di svago collettivo dei bambini e dei ragazzi nelle classi e nelle scuole.
Nessuno, però, deve azzardarsi a festeggiare pubblicamente il Natale, definendolo tale, escludendo Gesù. Anche perché non si capirebbe chi e cosa si starebbe festeggiando, sempre che non s’intenda tornare al Dies solis invicti, rischiando d’esser tacciati, più che di paganesimo, di nostalgismo imperial-fascista.
L’Italia- anche per gli atei intelligenti – è una nazione cristiana, anzi, cattolica, plasmata – nelle sue tradizioni e nel suo immaginario collettivo profondo – dalla incommensurabile e, in parte, anche insuperabile cultura che si è sviluppata procedendo dalla religione e dal messaggio evangelico. Se a qualcuno non piace partecipare a queste feste – o vuol farsi notare, partecipando, ma stando in disparte o rompendo le scatole agli altri -, problemi suoi. Così come non è un problema – e non lo deve essere – riempire le scuole italiane, sotto Natale, di alberi, di presepi, di canti inneggianti al “bimbo di Betlemme”. Nemmeno per gli ebrei, per i musulmani, per gli animisti o per gli atei, i quali possono condividere la gioia dei loro amici cristiani – senza pretendere abiure d’alcun genere – o restarsene in disparte o restare a casa, se per loro è insopportabile che altri credano in un Dio diverso dal loro.






































































