Un recente saggio del Professor Marco Lombardi invita a una profonda riconsiderazione del terrorismo nell’attuale panorama geopolitico, definendolo non più semplicemente come un atto di violenza fisica, ma come un attore cruciale nella guerra ibrida e, soprattutto, in quella cognitiva. L’articolo, “Equilibri Instabili: Le Sfide dell’Intelligence”, offre una prospettiva essenziale per comprendere le minacce contemporanee e il ruolo vitale dell’Intelligence in questo scenario in evoluzione.
Il Terrorismo come arma cognitiva
Lombardi evidenzia un passaggio cruciale: siamo passati dalla “guerra al terrorismo” al “terrorismo in guerra“. Il terrorismo oggi ha abbracciato appieno le logiche del conflitto moderno, in cui l’obiettivo primario non è più solo l’azione cinetica, ma la conquista delle “menti e dei cuori” (come già anticipato da Al-Zawahiri).
- Violenza per la Narrativa: La violenza fisica è diventata un mezzo per generare narrative facilmente comunicabili (paura, martirio), amplificate dai media e dalle piattaforme digitali. L’atto terroristico è un moltiplicatore di forza per campagne comunicative che mirano a destabilizzare la percezione pubblica.
- Caos e Incertezza: Il vero fine è la creazione di caos e incertezza, che paralizzano la società, erodono la fiducia e spingono a scelte politiche che, paradossalmente, favoriscono gli stessi terroristi.
Le implicazioni per la sicurezza nazionale, e per l’Italia in particolare, sono immediate e urgenti. Il contrasto al terrorismo non può più limitarsi alla sfera fisica e alla tradizionale raccolta di informazioni segrete.
L’Intelligence è chiamata a rinnovarsi:
Il Professor Lombardi sottolinea che l’Intelligence, in quanto gestore primario dell’informazione, deve ampliare il suo perimetro d’azione operando simultaneamente nei domini fisico, cibernetico e cognitivo.
Le nuove sfide e opportunità per l’Intelligence includono:
- Open Source e Social Media Intelligence (OSINT/SOCMINT): Sfruttare l’informazione pubblica per la mappatura delle reti relazionali dei gruppi terroristici, con particolare attenzione agli aspetti etici.
- Contro-Narrativa e Prebunking: Sviluppare strategie di contro-narrativa e partecipare a campagne di prebunking (inoculare consapevolezza contro la manipolazione prima che avvenga) per aumentare la resilienza dell’opinione pubblica alla paura e alla disinformazione.
- Competenze Comportamentali: Integrare le scienze comportamentali per comprendere e orientare gli effetti emotivi sistemici generati dagli attacchi.
Il saggio culmina con l’auspicio di sviluppare una Strategia Nazionale di contrasto alla minaccia cognitiva che integri in un quadro unitario la risposta a terrorismo, disinformazione e minacce ibride, dotandosi di specifiche unità di Cognitive Intelligence.
In conclusione, l’analisi del Professor Lombardi è un monito lucido: per combattere il terrorismo di oggi, è indispensabile comprenderne la natura di “arma cognitiva” e attrezzare l’Intelligence per agire con la stessa competenza nelle sfere della mente e dell’informazione con cui un tempo operava solo nel dominio fisico.
Invitiamo caldamente a leggere l’articolo completo per approfondire la portata di questa trasformazione e le strategie necessarie per garantire la sicurezza in un mondo di “equilibri instabili”.
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