Non sono bastati decenni di propaganda, striscioni, minacce, occupazioni, da parte dei collettivi studenteschi. Nè sono bastati i convegni dalla associazione Luca Coscioni e di Marco Cappato nella aule di via Festa del Perdono.
Adesso scopriamo che buona parte degli studenti nella universtità più rossa d’ italia, sono “pro life” o quanto meno hanno convinzioni sulla vita e sulla famiglia molto diverse dalla sinistra radicale.
Lo scopriamo grazie ad una iniziativa organizzata ieri da “Obiettivo Studenti”. Ne dà un ottimo resoconto Emanuele Boffi, direttore della risvista Tempi, presente all’ evento.
Il momento più saliente dell’ evento è stato quando i contestatori hanno spintonato e fatto cadere uno dei responsabili della sicurezza dell’ateneo. La persona finita a terra ha affermato: «hai detto la tua, ora lascia che loro dicano la loro».
A questo punto è scattato un fragoroso applauso che ha rivelato come la maggior parte dei presenti fosse lì per ascoltare e non per contestare.
I collettivi rossi sono una vergogna che tiene in scacco le istituzioni e gli studenti. Usano la violenza e gli slogan perchè non hanno altri argomenti.
Non hanno mai mosso un dito quando nelle aule della Università Statale venivano realizzati i convegni radicali, dove si sostenevano non solo aborto, ma anche eutanasia, utero in affitto, embrioni congelati e tutto il repertorio contro la vita e il buon senso.
Si “svegliano” adesso quando a organizzarsi sono dei ragazzi che vogliono dare spazio alle voci che cercano di salvare mamme e bambini dalla morte. Fra l’altro senza nemmeno voler mettere in discussione il “dogma di fede” della autodeterminazione della donnna in tema di IVG. Ciò dimostra la natura nazista dei collettivi rossi, veri emuli del regime di Hitler. E che usano gli stessi metodi.
Grazie comunque ai ragazzi di Obiettivo Studenti e Comunione Liberazione che hanno avuto il coraggio di organizzare questo incontro, e hanno dimostrato, forse senza nemmeno volerlo, che gran parte degli studenti sono d’accordo con loro.
Angelo Mandelli
ex studente della Statale di Milano
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Un messaggio di speranza, che sia la vita a trionfare non il comunismo, ovvero la sua negazione sia materiale che spirituale. Parassiti indemoniati. Bombati di odio e invidia.